Sunday, January 5, 2020

2020

Cosí come sono al momento vergati sul muro della loro cucina, ecco qui riuniti tutti i desideri e buoni auspici della famiglia per il 2020.
Per il  punto "dinosauro vivo in giardino" sará un pelino dura... ma in quanto a "libri" e "cioccolata" siamo partiti alla grande!




Alice capodannizzatrice

Tuesday, December 24, 2019

Lo Gnomo: "mamma, ci ho pensato a lungo. Vedi, é IMPOSSIBILE che delle renne volino. Le renne sono mammiferi... Tra l'altro fanno una delle migrazioni terrestri piú lunghe in assoluto! É per finta, tutta questa storia, chiaramente"
Alice [oddio. É giá arrivato il momento?!? Non so se sono pronta... calma. Calma calmacalmacalma...] : "Uhmmm, in effetti, non ci avevo pensato... quindi secondo te... cosa succede esattamente la notte di Natale?"
Gnomo: "Mamma, succede che lui usa degli uccelli, no?! Probabilmente ha uno stormo di strenne artiche, albatros e gufi delle nevi. Tra l'altro le strenne sono migratrici, quindi sanno orientarsi in tutto il globo... e gli albatros possono volare per mesi senza mai posarsi a terra, quindi sono fortissimi, e con un'apertura alare IMMENSA!"
"..."
Lo Gnomo: "Secondo me mette tipo dei fili, o dei guinzagli, a centinaia o milioni di uccelli, poi li annoda assieme e loro lo sollevano, a Babbo Natale e al sacco dei regali, e partono. Mi pare ovvio"
"Eccerto"
Gnomo: "Ecco magari la gente si é confusa, lui parlava di essere trainato dalle STrenne, e la gente ha capito renne, e voilá, si non sbagliati..."
"..."

Quindi loro stasera sotto l'albero, al posto della solita carota che il gomblotto della Renna plutogiudaicomassonica ci vuole spillare senza motivo, metteremo una scatoletta di tonno per gli eroici uccelli artici.
E voi, voi! Voi forse dovreste fare lo stesso, svegliatevi dalle vostre illusioni, Rudolph é un invenzione dei media, gente!

Alice natalizzatrice

P.s.
Auguri ruggenti a tutti voi, che passate da qui e mi tenete compagnia.
Loro questo Natale lo fanno in banliú a Parí, con il gatto Serafino, un abete con seri problemi di megalomania, la musica natalizia 24 ore su 24 e un totale di 3 panettoni e un pandoro, che qui francamente é come aver fatto cinquina secca.
E voi?

Biglietto Natalizio dello Gnomo.
Perché vabbene Babbo Natale, gli abeti, le renne, gli uccelli... ma nulla dice NATALE come un dinosauro amoroso!


Alice natalizzatrice

Saturday, December 21, 2019

Regali

Alice torna a casa, dall'ultimo giorno di scuola, con i regali ricevuti dai genitori (cioccolata, cioccolata e altra cioccolata).



Mostra al Grinta il suo bottino: "Sono stati carini... Hai visto cosa mi hanno regalato?"
Il Grinta osserva il tutto, sospira e commenta: "Sí. Diarrea. Anzi, visti i quantitativi di cioccolata sono 2. Diarree, dico"
Dallo Spirito Natalizio é tutto :-D

Alice cioccolatrice






Wednesday, December 18, 2019

L'URLATRICE

Ha 3 anni emmezzo.
La memoria di un elefante,  un vocabolario piú ricco di quello dello Gnomo, e la determinazione di un bulldozer.
É minuta, con occhi enormi, ed soprattutto é dotata di corde vocali che manco la Maria Callas. E infatti facciamo che qui la chiamiamo la Callas.

É entusiasta, energetica e soprattutto ha sempre un piano, un programma, un progetto.
Certo, alle volte il progetto puó essere mischiare assieme tutti i millemila pezzi di 5 puzzle geografici diversi,  Alice la ritrova che sbatacchia Serbia,  Costa Rica e Togo utilizzando la Norvegia come bastone e  le chiede "Callas, cosa sta succedendo esattamente qui?"  lei dichiara con aria incazzosa  "sto facendo un'insalata". A quel punto, Alice le spiega che no, che sebbene sia un'immagine poetica, una bambina che rimescola i confini e le frontiere, ed evviva il mondo ecumenico e unito, ora tocca rimetterli al loro posto... Ed ecco che parte l'attacco ultrasonico.
Una sirena che potrebbe far scoppiare le lampadine,  con un'onda d'urto tale che i bambini vicini cascano per terra e attorno si crea un silenzio surreale che lei riempie fino all'ultima acutissima nota, che resta incastrata nel timpano anche quando lei ha smesso.
Riesce a urlare per 5 minuti consecutivi, che per il resto degli umani sembra peró essere almeno 5 giorni, e infatti Alice deve controllare piú volte l'orologio per rassicurarsi che no, non é ancora arrivato Natale.
La Collega é stata chiara: "Io non posso gestirla. Mi riporta a traumatismi miei, mi fa venire attacchi di panico, mi si chiude lo stomaco e mi vien da vomitare a sentirla urlare cosí".
Quindi é Alice l'unica spettatrice delle performance della Callas.
Che con il tempo durano sempre meno e sono sempre piú sporadiche, anche perché Alice ha imparato a prevenirle  a preservarsi un minimo i timpani... ma restano comunque un suo tratto distintivo.

Alice ne discuteva l'altro giorno, anche con un po' di veemenza, con la Collega, che trovava le sonoritá della Callas un indice di un disagio, di un disturbo, di un malessere... di un qualcosa che dovrebbe essere approfondito magari da uno psicologo, cosa che ha consigliato alla madre.
Alice si chiedeva, e chiedeva alla collega, QUANDO e QUANTO debba essere irregimentata l'espressione del proprio incazzo, del proprio disappunto, della propria rabbia nei bambini...
Cioé, possibile che giá a 3 anni emmezzo si perda il diritto di farsi una classica scenata? Di poter urlare? Di poter gridare?
Spopolano corsi di yoga per bambini, di meditazione per bambini, di elaborazione delle emozioni per bambini... Alice si chiedeva come mai il dolore e la rabbia infantile, che sono spesso enormi, imprevedibili, esplosivi, destabilizzino cosí tanto gli adulti, e vengano visti come "segnali d'allarme", come malessere... come se gli adulti non si incazzassero mai.

Ad Alice la Callas piace.
Magari ha ragione Collega, e il fatto che invece di limitarsi a piangere in un angolo o a battere i piedi si dia all'esplorazione delle note irraggiungibili é un segno di disagio... Ma ad Alice forse piace anche per questo. Perché la Callas non le manda a dire, le butta fuori tutte, é volitiva e esplosiva.  Alice si dice che il mondo ha bisogno anche di Callas. Di donne che crescano capaci di ridere forte e urlare forte, invece che solo di piccoli Buddha e portatori di pace.

Qui una diapositiva della Callas




Alice urlizzatrice

Monday, December 16, 2019

la piscina e la questione di genere

Lo Gnomo va in piscina con la scuola tutti i venerdì.
Visto che la Mater era qui in visita, si é offerta di accompagnare la maestra come genitore volontario, cosí che la maestra tapina potesse contare su altre due mani per allacciare, sbottonare, asciugare i 25 sguscianti bambini.
Alice non c'é mai stata, e lo Gnomo ha la loquacitá di un adolescente emo per tutto quel che riguarda la scuola (in compenso, quando si tratta di dinosauri o creature marine mai che stesse zitto eh...) quindi si é fatta raccontare questo mondo misterioso, ed ora vi presenta:

La Classe in Piscina Vista dal Punto di Vista della Mater

"per intanto i bambini in acqua non lo vedi, perché passi il tempo ad aspettare dentro gli spogliatoi, come i cacciatori tra i giunchi le anatre, che rientrino per poi poterli preparare in fretta...
Poi va detto che 'sti bambini sono davvero francesi, rigano dritti drittissimi, fanno poco casino... ce n' erano giusto un paio che giocavano a menarsi con gli asciugamani, e non lo sapevano fare manco bene eh, avevo quasi voglia di dargli un paio di consigli, varda...
Peró ho notato una cosa: lo Gnomo é lentissimo a vestirsi,  questo lo sapevamo già... ma, davvero, c'è un'abisso tra la rapidità delle bambine e quella dei bambini... al punto che lo sanno pure loro ed i gagni escono dicendo "sono il primo (o il secondo o il terzo...) ad essere pronto... dei maschi". Perché mentre loro sono lí a saltare nelle pozze le fanciulle sono giá con il cappotto!
E tra l'altro, i maschi vanno in giro con le loro banane al vento, incuranti e beati... le bambine si costruiscono l'un l'altra delle tenso-strutture di asciugamani che manco Renzo Piano e si cambiano facendo le contorsioniste del Cirque du Soleil!... Eppure, anche con il livello difficoltá 10, sono tutte pronte mentre gli altri scivolano sulle piastrelle e perdono le ciabatte!"

Su quel che fanno effettivamente in acqua quindi non le é ancora dato  sapere, visto che nei racconti dello Gnomo ad un certo punto spuntano  costantemente fuori animali marini nella vasca profonda, rettili volanti che cercano di portarsi via i bambini... e pesci tropicali "Dal condotto, mamma, entrano dal condotto di depurrazionamento!"

Alice piscinizzatrice


Saturday, December 14, 2019

metro metro, tu quoque mi metro!

Alice sta viva, ma provata.
Come il resto dei parigini vive questo periodo pre-natalizio tirando giú i santi, agitando i pugni con veemenza verso il cielo, e chiedendo a Giovanna d'Arco di prestarle il suo cavallo per andare a lavorare.
I francesi sono professionisti della GRÈVE. Va ammesso che, davvero, come scioperano loro nessuno mai.
Delle 14 linee metropolitane 10 sono completamente chiuse e 2 funzionano solo in orario di punta, con 1 treno ogni 4.  In una città con 2 milioni di abitanti.
Ovviamente tra le tante linee é ferma pure quella che connette il sud al nord di Parigi, e che porterebbe Alice a lavorare.

Circolano voci e video che sembrano quasi leggende metropolitane, e invece no.
Per esempio, c'é una donna che ha partorito su un vagone. La bimba avrá diritto ai trasporti parigini gratis fino ai 26 anni... se i trasporti parigini non implodono nelle prossime settimane.

Ci sono filmati surreali in cui centinaia di persone, silenziose e immobili, aspettano bloccate dentro  i tunnel che portano alle pensiline della metro per poter prendere una delle 2 linee che ancora funzionano.



Châtelet un jour de grève - Videos buzz
Ci sono poi filmati molto più tristemente realistici in cui la gente si spinge disperata per riuscire a salire, travolgendo tutto e tutti come gli gnu del re Leone.


Andranno avanti (forse) anche la prossima settimana.

Alice, dopo litigate e discussioni con la collega e la direttrice della scuola ("ma scusa, non puoi venire in bici? Ci sono pure i velib!" - "Ma se vuoi vieni a dormire da me, che abito vicino alla scuola" - "Guarda che ci sono dei genitori disposto ad ospitarti"  "fai uno sforzo"), e dopo aver passato 4 giorni a casa, perché non solo non c'erano le metro, ma manco il trenino che collega la banliú al resto della città, da giovedí ha un nuovo commuting: si fa circa  30 minuti di attesa,15 minuti di trenino e poi - pagati dalla scuola - 1 ora e 40 di Uber. Oltre 4 ore di viaggio tutti i giorni.  In compenso quindi sta conoscendo un sacco di soggetti interessanti e bislacchi, che meriterebbero ciascuno il loro post!

Alice grevizzatrice


Sunday, November 3, 2019

Il Pater

É successa una roba eccezziunale.

Il Pater é venuto a trovarli a Parigi.
Il Pater da circa un anno, a causa di un incidente in moto, combinato a della sfiga conclamata, é ipovedente. Guai a dirgli che é cieco, eh, che lui comunque ha ancora UN preziosissimo decimo, e a quel decimo ci tiene parecchio e si incazza... peró il risultato é che vede una serie di ombre, e che quindi l'idea di affrontare Parigi con tutto il casino, il dedalo di metropolitane e la fiumana di gente lo spaventava un po'.
Che poi, nonostante sia cieco ipovedente lui va imperturbabile a fare sci-alpinismo con il CAI, si lancia giú nei boschi, scala falesie e compagnia bella perché : "Son mica cieco eh, sono solo ipovedente... seguo il tizio che mi sta davanti e faccio tutto, boiacrin!".

Ed infatti è arrivato ed ha rivoluzionato il giardino, estirpato erbacce, impiantato piante, potato siepi, raccolto foglie, fatto torte al cioccolato, zuppe e risotti... É riuscito persino a non incartarsi dentro il gatto in tutti e 6 i giorni trascorsi con Serafino gatto malandrino che ogni tanto gli si infilava tra i piedi.

Ma veniamo ad OGGI.
Oggi Alice l'ha accompagnato alla stazione, a prendere il teggévvé per tornare nella patria del Gianduiotto.
Ora, per questioni di sicurezza, al binario possono accedere solo i passeggeri muniti di biglietto, che viene scannerizzato davanti a futuristiche transenne in vetro che altrimenti non si aprono. 
Alice va a chiedere all'Omino in Rosso delle ferrovie, spiegando che il Pater non parla francese e vede come una talpa ipermetrope, e l'Omino in Rosso le risponde: "Tranquilla, te passa assieme a lui, anzi dammi il biglietto che faccio io..."
Alice porge grata il biglietto del Pater.
E il biglietto non passa.
"Riproviamo".
E il biglietto non passa.
"Aspetta, fammi vedere..."
...
"Ah.
Ecco.
Il biglietto era per il treno di IERI".

Panico.

L'Omino in Rosso le dice: "Provate a cambiare il biglietto alla macchinetta, sennó venite qui"
La macchinetta fa loro un bel dito medio, una pernacchia e un gestaccio con scappellamento a destra, Alice torna dall'Omino in Rosso che le dice: "Aspetta qui"
Confabula con altri 4, torna indietro e le dice: Ok, entrate, e aspettate davanti alla carrozza numero 8 e tre quarti, qualcuno verrá per voi"

Aspettano sotto una pioggerellina fine, davanti alla porta del vagone ed un Robin Hood delle ferrovie statali franscesí, in borghese, arriva, fa salire il Pater, guarda Alice e le dice: "Non ti preoccupare, te lo portiamo fino a Torino. Non devi pagare extra, ci pensiamo noi". 

Alice ringrazia, saluta il Pater, e torna alla porta a vetro.  A quel punto aspetta lí fino a quando non vede il treno che effettivamente parte.
É talmente concentrata ad osservare la coda del treno che si allontana e non vede che qualcuno le si avvicina fino a quando non le tocca il braccio. È l'Omino in Rosso che le sorride e le dice: "Tranquilla, é partito". 

Ora, o lei ha trovato il bigliettaio, il capotreno e il controllore piú gentili, umani e pazienti del mondo... o le hanno appena rapito il Pater e lo stanno spedendo con la Transiberiana a spalare carbone.

Lo sapremo solo domani!

Alice trenizzatrice

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qui una diapositiva del Pater che prende il Treno.