Sunday, May 19, 2019

Dormire in Classe


L'aveva giá fatto l'anno scorso, e quindi quest'anno i bimbi piú grandi l'aspettavano al varco:
"Quando facciamo lo sleepover? Quandofacciamolosleepover?Quandofacciamolosleepover?"

Si é arresa, ed assieme a Collega Nuova Adorata (e al Collega che si era pigliato la ciabattata) hanno ospitato al venerdí sera, 12 bambini di 5 anni.
Il programma era:
 costruzione capanne,
millemila libri che sarebbero saltati fuori dalla valigia delle storie di Alice,
giochi di luce che manco il Circo Orfei... e pizza.
I bambini volevano la pizza.
Anzi.
Volevano FARE la pizza.

Alice la pizza non l'ha mai fatta.
Gliela fa la Mater quando viene, perché mai affaticarsi?
Peró, peró, mica poteva dire di no!
 Quindi ha invocato il dio del Licolí, ha acceso un cero su una baguette e alla fine ci ha provato. Tutto quello che poteva andare male é andato male.







Tipo che ad un certo punto ha chiuso gli occhi per starnutire, e in quella frazione di secondo Lady Oscar é passato accanto al tavolo dove gli altri sei stavano impastando chiedendo: "Volete piú acqua, ragazzi?" Poi c'é stato il rumore delle cascate del Niagara, dello sciaquone che scroscia, della diga che si apre ed una caraffa intera d'acqua si é riversata sul tavolo, tra gli squittii dei bambini felici che a quel punto avevano deciso che chissene della pizza, oggi famo la colla!

E hanno ricominciato da capo.

Tipo che il forno si é rotto, ed hanno usato un forno d'emergenza, alimentato da un criceto grasso e un sorcio ubriaco.
Tipo che avevano la mozzarella triste, quella francese.

Tipo che avevano 3 tipi di farina diversa perché Alice voleva fare un approccio scientifico, testare differenti marche e livelli di durezza e poi - quando ha sternututo la seconda volta - i bambini gliele hanno mischiate tutte assieme.

PERÓ.
Peró l'impasto ha lievitato da Ddio (fatto alle 14.30 dai bambini, messo in forno con la luce accesa, coperto come manco un inuit in inverno, tirato fuori alle 19.30 che stava tentando di evadere dalla ciotola).

Peró l'hanno mangiata senza battere ciglio. Tutta (eccerto, son francesi!) .

Per evitare azzardi ha fatto piú che della pizza delle pizzette da aperitivo, che cosí i bambini le hanno pure spiaccicate e smanacciate ancora un po'.

Poi probabilmente erano sufficientemente pesanti da far sí che a mezzanotte erano tutti addormentati sul pavimento della classe spiaggiati come le otarie.
Con la collega si sono batture un cinque silenziato, so sono versate un bicchiere di vino e fatte fuori gli avanzi di gelato.
Qualche diapositiva delle pizzette bizzarre e della classe in versione gipsy-landia















Alice pizzettatrice

Sunday, May 12, 2019

Le Mamme

Alice non l'ha mai festeggiata la festa della mamma. 
Né da bambina (Sí, si', la Mater é una di quelle madri bistrattate che non ha ricevuto le cornici fatte di bastoncini di ghiacciolo, né le poesie o i posaceneri a forma di cuore...), né da adulta.

Ma ad ogni festa della mamma non puó non pensare Lei, alla mamma dello Gnomo, e chiedersi se ci pensa, se lo pensa. 
Se fa male, se sorride, se piange o se fa tutto quanto assieme. 
Se stringe un po' piú forte i due bimbi che ha accanto, e se i video e le foto sceme che Alice e lo Gnomo le mandano le fanno da balsamo o da sale sulla ferita.

Ha scoperto che c'é una festa a parte, una giorno per le "Mamme Biologiche",  il sabato precedente la festa della mamma... e l'ha trovato tristissimo. 
La stanca, questa infinita diatriba tra chi é la Vera Mammmma (con 4 emme) e chi é posticcia... 
Le lotte per chi ha diritto a questo titolo che alle volte viene dato a priori, per la buona volontá ("Io mi sento giá madre") alle volte negato perché va conquistato ( "madre é chi li cresce, i figli, non chi li abbandona"). 
Alice non lo sa, chi sia piú madre, chi sia meno madre, chi sia vera o chi sia finta...
Sa che lo Gnomo é Figlio. 
E come tutti i figli, appartiene al mondo.


Filastrocca dei Figli del Mondo

Tu figlio di chi sei? Son figlio di due stelle
Nel cielo ce n'è tante ma le mie son le più belle
Tu figlio di chi sei? Del sole e della luna
Non splendono mai insieme: cala l'altro e sorge una
Tu figlio di chi sei? Son figlio del villaggio
Dieci madri, venti padri, cento cuori di coraggio
Tu figlio di chi sei? Di un grande albero solo
Ma così alto e forte che da lui io spicco il volo
Tu figlio di chi sei? Di un amore, di un viale
Di un bue e di un asinello, di un dio, di un ospedale
Il nostro nome è uomini, siamo figli e figliastri
Di altri figli degli uomini, della terra e degli astri.

Di Bruno Tognolini.
Tratto da Rime Raminghe, Edizioni Salani.


Alice mammizzatrice

Saturday, May 11, 2019

Centro

Collega dell'altra classe: "Ti vedo un po' stanca oggi"
Alice: "Mah, sí, credo di aver mangiato troppo in pausa pranzo ed ho il coma digestivo..."
Collega dell'altra classe: "Eh, ma in effetti ti vedo un po'..." E fa il gesto all'altezza dei fianchi tipico del Nilo quando esonda nei giorni di pioggia.
Alice, confusa: "Come?"
Collega dell'altra classe, mentre si allontana ed é ormai alla porta della classe:  "Eh, dico, un po' grassa, no?"

Ed Alice, seguendo un istinto atavico e giusto,  prima ancora di rendersene conto con un movimento sinuoso e fluido piega la gamba, sfila la ciabatta montessoriana...  E la lancia.
Centrando il collega in piena schiena.


Sicuramente, in un pensionato della Valle Po, sua nonna stava avendo un'esperienza extra-corporea, che ha permesso ad Alice di avere, per una volta nella vita, una mira micidiale. Lei che manco centra il bidone dell'umido con il torsolo della mela.

Alice ciabattatrice.

Thursday, May 2, 2019

Un allievo a quattro zampe.

Ad Alice piace avere una bestia in classe (oltre ai 27 bagarozzi, si intende).
L'anno scorso erano le lumanche, quest'anno pensava quasi a dei pesci, ma un animale della classe impossibile da toccare é una roba un po' triste, secondo lei...
Per fortuna le é venuta in aiuto la collega della classe dei grandi (la classe dei ragazzi dai 9 ai 12 anni), che lei adora, con un'idea strepitosa che a 'sto punto condivide qui, che magari pure a voi interessa, visto che probabilmente c'é una roba equivalente anche in Italia:

A quanto pare servono famiglie che accolgano, per 8 o 10 mesi, i cani guida per ipovedenti e non vedenti, mentre fanno la loro scuola.
Ora, un cane guida, anche quando non é ancora diplomato e ufficialmente promosso, viene considerato a tutti gli effetti un cane al lavoro, quindi ha libero accesso OVUNQUE.
Scuole incluse.
Giá si capisce dove sta andando a parare questo post, eh?

La collega, che qui chiameremo "La Carica dei 101",  sta facendo il percorso per diventare famiglia accogliente e nel frattempo le hanno quindi dato, per 3 settimane, un cane di un anno emmezzo, giá parzialmente allenato, per "testare" la scuola, assicurarsi che non ci siano bambini allergici o terrorizzati da bestioni a quattro zampe e vedere se appunto é fattibile diventare una scuola che accoglie e prepara un cane guida (che poi, la ciliegina sulla torta sarebbe se il cane andasse ad un bimbo, perché sarebbe un cane giá abituato alla scuola e ai bambini!).
Prima delle vacanze quindi un labrador nero enorme e dalla pazienza sconfinata é venuto al pomeriggio nella classe di Alice, scortato da due ragazzi della classe dei grandi in qualitá di ambasciatori e responsabili del cane. I ragazzi hanno spiegato le regole e hanno dato tutto il necessario ai 27 giovani bagarozzi  e, il giorno successivo, il cane ha fatto la giornata con loro.

L'hanno portato a spasso, gli hanno dato da bere, da mangiare, fatto fare gli esercizi, hanno imparato i gesti da fare per dargli gli ordini, gli hanno asciugato la bava, l'hanno probabilmente stordito di abbracci e carezze, hanno scritto il suo nome millemila volte come gli innamorati, gli hanno fatto disegni, ritratti e dichiarazioni d'amore.... tipo che qui c'é un disegno che una delle bimbe le ha regalato al pomeriggio intitolato "Alice con il cane"  (la bimba ha probabilmente problemi visivi e ha disegnato Alice con solo un terzo della sua larghezza reale ed un giro vita che neanche BarbieAnoressica. I capelli da elmo vichingo peró sono estremamente realistici).



Se improvvisamente sentite dentro di voi che un cucciolo di labrador é un bisogno primario e irrinunciabile per poter sopravvivere... ecco alcuni link che Alice ha trovato con robe analoghe in Italia:

Per toscana e centro  qui ci sono un po' di info   ...e  Qui per la Lombardia e il nord


Alice canizzatrice


Tuesday, April 30, 2019

Tema: Boulogne Sur Mer



Svolgimento:

- Boulogne sur Mer sta tutto in alto. È una di quelle cittá di mare poco turistiche, molto industriali, tristi, decadenti, operaie, che puzzano di pesce e che sono in mano ad una banda di gabbiani teppisti. Ci sono palazzoni deprimenti anni '50, un negozio chiuso ogni 4, un vento che ti strappa via le idee dal cervello e ti prende a morsi le orecchie, e tanta street art, un po' dappertutto.
- Ha una spiaggia che, con la bassa marea, diventa la pianura padana, infinita, piatta, vuota. Ha una parte vecchia, con mura fortificate, e qualche vicolo carino, il tutto grande quanto un parcheggio dell'Lidl... e un sacco di munnezza un po' ovunque.





Come prevedibile, a loro é piaciuta un casino!
(Ma loro hanno gusti bizzarri).


Infine, che poi é il motivo per cui sono andati lí... ha un acquario.
Ha l''acquario con la vasca piú grande d'Europa.
Ha l'acquario con i leoni marini, le razze, gli squali e i pesci lanterna
(giuro! I pesci lanterna! Roba che manco Tim Burton o Del Toro avrebbe potuto inventarsi!
Che peró potrebbero essere un gomblotto, perché quello che si vede, attraverso delle fessure minuscole, sono sono lucine intermittenti, tipo lucciole, nel buio pesto. Capace che hanno comprato delle luminarie di natale al discount e che non ce la raccontino giusta...)


Loro hanno passato 11 ore all'acquario.
11 ore.
In 2 giorni.
All'acquario.
Alla fine Alice voleva spaccare le vasche a testate, e invece lo Gnomo, imperterrito e senza pietá, continuava come un treno: "Andiamo a rivedere lo squalo nutrice, mamma, che se ora sta un po' fermo lo disegno meglio... guarda che bello lo squalo zebra, gli faccio un disegno" *
Perché ora hanno creato un mostro.
Un bambino che va in giro e, come Linneo e Darwin, si mette a fare schizzi e bozzetti dal vivo, bloccando la visuale al resto dei visitatori, spiaggiato davanti alle varie vasche e incurante di tutto e di tutti, mentre Alice e il Grinta fanno finta di perdersi e non conoscerlo...


É  pure uno di quelli che dà correzioni o commenti non richiesti!
Tipo quando una mamma accanto a lui dice  alla propria bambina: "Guarda, amore, c'é Dory!" lui interviene: "No, guarda che quello é un pesce chirurgo,  si vede perché accanto alla pinna dorsale ha una piccola spina, con cui si difende, e che é molto tagliente... ed anche quello accanto, ma tutto giallo, é un pesce chirurgo, ma di una specie differente... quello laggiú invece giallo ma con i pallini neri, é un pesce farfalla, e se guardate sul fondale ci sono dei gamberetti pulitori, con strisce fluorescenti bianche...".
A saperlo prima, avrebbero potuto affittarlo come audio guida.

O imbavagliarlo.




Alice viaggiatrice


* Alice: "Ma come squalo zebra?! Se é tutto a puntini! Sará una squalo ghepardo, o uno squalo leopardo... o lo squalo Pimpa..." 
Gnomo: "Gli squali zebra si chiamano cosí perché da piccoli sono a strisce, per mimetizzarsi meglio, poi diventano a puntini" 
Alice: "Gnomo, stai inventando... ""
Gnomo: "No, mamma, lo sanno tutti!"
Alice: "Gnomo, non é bene approfittare dell'ignoranza degli altri! E poi guarda che io ho Google con me, come usciamo da 'sta cripta ed ho anche solo una tacca di wifi controllo, sai?!"




... Aveva ragione lui.
E comunque Alice ha una grandissima ammirazione per la moglie di Piero Angela, nonché mamma di Alberto, probabilmente donna con una pazienza che manco un monaco tibetano...

Monday, April 29, 2019

La Francia e la Selezione Naturale

I francesi hanni i parchetti piú fichi del mondo.

I francesi hanno anche delle strutture gioco in cui, se tuo figlio ha l'agilitá di una foca sulla banchisa polare, ogni pomeriggio diventa un pomeriggio al cardio-palma.
Ma anche questa volta, il Dio Protettore dei Birilli Sbiruli li ha graziati, e nessun dente é stato rotto mentre lo Gnomo andava a ficcarsi la testa tra le nuvole a 3 metri d'altezza.


Perché questa é la Francia. Ma - un pochino - anche Sparta.


Wednesday, April 17, 2019

La Dama, per i bambini

I bambini, a scuola di Alice, il mattino dopo l'incendio di Notre Dame:

"C'é stato un incendio, c'erano 6 milioni di pompieri e tanti che piangevano ma non é morto nessuno eh..."
"Peró si é rotta una chiesa che era vecchia vecchissima, e mia mamma era triste, e io pure sono triste, é un peccato quando si rompono le cose"
"Ma non é proprio bruciata tutta tutta, quindi poi la aggiustano, che é un po' come riciclare, ma sará difficilissimo, ci vorrá un sacco di tempo"
I pompieri e il Fuoco
"Dentro c'erano le spine di un signore che si chiama Gesú, erano preziose, ma non credo che ci sono, ormai"
"Comunque non era una chiesa, era una catttteddrale"
"Cosa é una cattedrale..."
"Non é una chiesa"
"A me il fuoco fa paura"
"Io la conosco quella chie... catttttedrale, si chiama... si chiama..."
"La Dama"
"Sí, la Dama"
"Era speciale perché non ne esiste un'altra uguale. Io ho visto proprio sul computer quando é caduto un pezzo, la guglia, sembrava fatta di paglia"
Io ci passavo spesso davanti con mamma e papá, c'é il canale lí vicino... secondo me l'acqua per spegnere l'incendio i pompieri l'hanno presa dal canale"


La Dama é in realtá ancora lí, un po' annerita ma sempre lí.

Alice non ci era MAI entrata. Cosí come non é MAI salita sulla Mole antonelliana in 26 anni di torinesitá; cosí come non é MAI andata a vedere la Statua della Libertá in 7 anni a Broccolino, e manco la Tour Eiffel in 4 anni di parigineria (sono quei luoghi talmente immutabili che lei si ripete sempre: "Evabbé, la prossima volta, mica scappa!").
Lo Gnomo sí, c'era stato dentro Notre Dame, una volta.
Pare abbia acceso persino molteplici ceri, esaltato da quelle candeline senza torta, in compagnia dalla papá biologico e nonna biologica (fervente e verace irlandese).



Alice Damizzatrice





Wednesday, April 10, 2019

Ground Control to Major Tom

Sono giorni un po' strambi, un po' surreali,  alle volte moooolto luuunghi altre volte un battito d'ali.
Alice  é in cerca di distrazioni, e quindi fa robe strane.
Tipo che si scarica una app per imparare il turco, e poi si iscrive a corsi online di robe bizzarre, e poi durante la pausa pranzo cammina, ma cammina in tondo, perché sono solo 40 minuti ed ha paura di perdersi, voltarsi dalla parte sbagliata e ritrovarsi a Lione.
In tutto questo suo vagare tra robe strane per distrarsi ha scoperto una miniera d'oro nei video fatti dai vari astronauti: come si lavano i capelli, come mangiano la crema, come si lavano i denti, come dormono...
E non puó che condividere con voi questa mini-biblioteca di letture fatte dallo spazio, a gravitá zero...
https://storytimefromspace.com/library/
 che tecnicamente sono per bambini ma Alice se ne fotte e le guarda con la mascella pendula, affascinata dall'assenza di gravitá, dai cavi, dai tubi e dall'ovvietá incredibile che mentre lei é seduta con le chiappe sul divano dentro casa a mangiare Baiokki c'é qualcuno che fa capriole a mezz'aria dentro una navicella, da qualche parte.
E che legge una storia per lei.





Alice ascoltatrice.


P.s. Se invece preferite della buona musica, c'é questo qui che é davvero SPAZIALE
(Mhuahahaah.... Hahaha... Ahah... Ah.    Ah)



Monday, April 1, 2019

Al museo #2 .Picasso

"... ma questo Monné solo ninfee faceva? Vulcani? O navi?"
"Ok Gnomo, lascia perdere, vieni..."
"Aspetta, questo mi piace!"


"Ah! Questo amore é Picasso! Disegna con tante linee dritte dritte"
"Faccio questo, faccio linee dirittissime.
Peró le bottiglie lui non le fa mica tanto bene... ma io nemmeno, quindi posso farla sgnecca come lui e nessuno ci dá fastidio..."



"...""



"Ecco. Ho finito.  E poi il dolcino sul vassoio l'ho fatto tutto giallo, che é al limone! Il suo mi sa che era un po' vecchio..."





Alice museizzatrice

Sunday, March 24, 2019

Greta, non sei sola

La scorsa settimana, quando c'era la Marcia dei Giovani per il Clima, anche i pischelli della classe di Alice hanno chiesto di poter partecipare alla manifestazione.
Ora, considerando che hanno dai 3 ai 6 anni,e  che che tra l'altro Parigi ormai da mesi fa i conti con le manifestazioni dei giubbetti gialli durante le quali salta sempre fuori qualche scimmia appena uscita dallo zoo, Alice ha negoziato ed ha proposto, come soluzione alternativa, una marcia nel quartiere.

Prima della marcia, hanno avuto varie discussioni su "quale é il problema, come mai la terra é triste"... e soprattutto cosa si puó fare.
Cioé cosa possono fare i "Grandi", certo...
(le loro proposte spaziavano da: 
smettere di usare le macchine, 
smettere di fumare le sigarette, 
smettere di gettare le cose per terra, 
mettere conigli e animali nei giardini, 
non buttare via le cose ma aggiustarle o darle ad altri amici se non servono piú
non uccidere le api
creare una grande macchina che pulisca il mare
...)
Ma anche cosa possiamo fare noi, piccoli.
Una delle idee é stata di pulire il pianeta "petit á petit", poco a poco.
Quindi ora, un giorno alla settimana, loro fanno i Pulitori del Pianeta e vanno in giro, 27 pischelli e due maestre stropicciate, a raccattare immondizia dalla strada.
Poi, sempre i pischelli, hanno chiesto di fare un giornale, perché bisogna spiegare ai Grandi che le cose cosí non vanno bene.
Poi hanno passato due giorni a preparare gli striscioni per la manifestazione, e i disegni, e gli slogan (robe dadaiste), e la Bandiera del Pianeta.

Ed ora, una volta a settimana, in cerchio, discutono cosa possono fare.
Uno stralcio dell'ultima conversazione:

Bimba 1:"Bisogna chiudere le ciminiere, e i camini! É da lí che esce tutto il fumo che fa male a noi e agli animali e alle piante"
Bimba 2: "Mbé, ma mica tutti... alcuni camini servono. Da mia nonna in campagna abbiamo il camino, se non ci fosse il camino avremmo freddissimo, d'inverno"
Bimbo 1: "Giá... e poi Babbo Natale?! Se togliamo i camini e le ciminiere da dove entra?!"

- momento di silenzio, serpeggia l'ansia all'eventualitá di perdere il Grassone  -

Bimba 3: "Ma io per esempio il camino non ce l'ho peró i regali me li porta lo stesso"
Bimbo 1: "magari puó entrare dalla finestra se non ci sono i camini"
Bimba 2: "Ma la finestra é chiusa no?"
Bimbo 1: "Eh, ma per Babbo Natale la lasciate aperta"
Bimba 2: "Ma se giá non ci sono i caimini fa freddo... se poi apriamo anche la finestra fa freddissimo e ci ammaliamo tutti"
Bimbo 2: "Allora gli si lascia le chiavi di casa, dentro la toppa..."

Ad Alice questi qui alti un metro o poco piú che cercano di salvare il Pianeta e di preservare la magia del Natale piacciono un sacco.
Siamo in buone mani, gente.

Alice cimatizzatrice


Monday, March 18, 2019

Al Museo #1 . Monet

"Ecco amore, queste sono le ninfee di Monet, hai visto che dipinto grande? Hai visto come il pittore ha cercato di mettere la luce nei suoi disegni?"
"...mhmmm"
"Cosa vedi, come ti senti davanti a questa mmaraviglia della Storia dell'Arte?"
"Lí mamma c'é chiaramente un granchio eremita su una ninfea... ma non l'ha disegnato troppo bene..."

" E la luce mamma, viene dal sole. Guarda, ti spiego..."


le Ninfee. Rivedute e Corrette.
Con in primo piano il granchio eremita.


"... e poi, mamma, se guardi bene vedi anche l'ittiosauro, vedi? Lí? Proprio come il mio! Strano eh?"
Dettaglio delle Ninfee di Monet.
con Ittiosauro a riposo.


Loro ci provano.
Ma sembra di stare con uno di quelli del bar Sport, che pure mentre si parla di carote o del rincaro della benzina e della sciatica della nonna riescono a tirarti fuori il concetto di fuorigioco, il loro nuovo sistemone per la schedina e l'ultimo rigore rubato della Sampdoria...

Alice museizzatrice

Saturday, March 16, 2019

Nel frattempo...

Nel frattempo un pezzetto di Bologna é venuto a trovarli a Parí, Alice ha avuto la sua amica con cui chiacchierare... e lo Gnomo ha avuto un compagno di giochi che ha stordito e rintronato a colpi di informazioni tecniche su dinosauri e pesci di profondità.
Lo Gnomo che probabilmente descrive la fauna ittica
della Senna...
Nel frattempo al lavoro Alice ha una nuova collega!
Una Nuova Collega che sembra brava, carina, divertente e simpatica.
Talmente rilassata ed entusiasta che la scorsa settimana, quando i bimbi in classe hanno detto: "Anche noi vogliamo fare come i bambini piú grandi, e venerdí vogliamo andare alla manifestazione e dire che non siamo contenti, e che il pianeta é triste!" ed Alice ha risposto: "Daje di partecipazione alla cittadinanza!" Collega Nuova non ha battuto ciglio.
Quando Alice  ha iniziato ad annotare la lista di problemi e soluzioni che i suoi Minions di Greta avevano per il pianeta... e con i bambini sono andati a comprare la stoffa e i colori per gli striscioni, Collega Nuova non ha battuto ciglio.
Quando i bambini sono usciti nel quartiere, gasatissimi e concentratissimi, al grido di "Arretez la pollution!!!" seguito da: "Vive la nature, le canards et le oiseaux", non solo Collega Nuova non ha battuto ciglio, ma ha sventolato entusiasta la bandiera con il "pianeta che piange".
... e quando venerdí sera sono andate a prendersi una birra ( "vieni, festeggiamo il fatto che te sei ancora viva dopo una settimana nella classe dei matti, e che io non ho voglia di ucciderti! Anzi!") le ha detto: "Ma magari potremmo fargli fare un manifesto, una sorta di reportage della loro manifestazione..." "Sí, ed anche un'esposizione con le foto..." "E invitare i genitori..." "E portarli fuori a pulire il pianeta, come dicevano di voler fare..."
E Alice si é detta che magari questa volta ce la fa, a contagiare e non a farsi spegnere come uno dei cerini della piccola Fiammiferaia dalla noia montessoriana.
Piccoli Guerriglieri Climatici Crescono

Nel frattempo Serafino, gatto Malandrino, é scappato, di notte, da una finestra chiusa male.
Alice ha avuto una delle sue solite reazioni mature e equilibrate, ed pianto per circa 7 ore.

Uno dei volantini che Alice ha fatto paracadutare a pioggia
su tutta Parigi & Banliú.
Nel frattempo, dopo 2 giorni, Serafino, gatto Malandrino, é tornato, alle 4 di notte, comparendo sul lettone in un tripudio di fusa, come per magia.
Serafino, Gatto Ciambellino

Nel frattempo, dopo altri 2 giorni, Serafino gatto Sfigatino non si muoveva piú, aveva una zampa gonfia e giaceva sul letto in stato letargico.
Lo Gnomo, uno spirito preciso e oggettivo lo guardava commentando: "Mah. A Me Sembrra Prroprrio Morrto Stecchito".
Nel frattempo quindi sono andati dal veterinario, che l'ha addormentato, gli ha aperto e curato l'ascesso alla zampa (frutto a quanto pare del morso di qualche altro gatto) e l'ha rimandato a casa prescrivendo 15 giorni di antibiotico.
Serafino, Gatto Scioppino
Sto gatto sa essere piú drammatico di una telenovela brasiliana (... ed Alice non ha probabilmente il sangue freddo necessario per avere un gatto cosí teatrale!)

Alice riassumitrice

P.s. Se avete dei trucchi per fare ingurgitare capsule ad una palla di pelo Alice é tutta orecchi...

Saturday, March 9, 2019

Effettivamente.

"mamma vado in bagno""

poi. Silenzio.

Poi. Una voce con lo stesso tono imparziale e asettico che potrebbe avere la voce fuori campo dei documentari di Educational Channel, e degli scalpicci lungo le scale:
"Mamma, ho toccato una cosa che effettivamente non avrei proprio mai dovuto toccare perché é solo per i grandi, ed adesso... effettivamente... credo di avere un po' un problema e ho un po' sporcato"

Compare che pare la controfigura di Dracula, sangue che sgorga da non si sa bene dove (la bocca? I denti? il labbro inferiore? Sará un collasso di qualche organo interno? OddioGnomopercaritá Non andare verso la luce!!), la maglietta zuppa e le mani pure... IL protagonista di un film di Tarantino (che viene quasi da chiedersi... il gatto? Tutto bbene?).

Alice vince a piene mani l'Oscar di Madre Posata e Calma e mentre dentro sta cosí
Related image

Dice sorridendo: "Amore, adesso medichiamo il tutto, ma che cosa hai toccato esattamente?" ... e prima di perdere i sensi si rende conto che si tratta solo di un piccolo taglio sul labbro (ma che visivamente  pare la recensione di un'arteria), che si é fatto... appoggiandoci il rasoio.
"Volevo provarlo, ma effettivamente é solo per grandi"

Effettivamente.

Alice rasoiatrice (nel senso che sti rasoi li prende, li butta e d'ora in poi peli e barba stanno a maggese a casa loro!)



Wednesday, March 6, 2019

l'invidia della riproduzione delle piante

Mattino.
Alice si sveglia con gli occhi gonfi, il naso che cola, la pelle secca e tirata come un tamburello da tarantella.
il Grinta la guarda: "Secondo me sei allergica"
"Nah, bi gabita duddi gli anni... é un bobento, boi bassa..."
"Appunto. Sei allergica!"
"A dde. Dono allergiga a dde!"
"Cosa hai mamma?" interviene lo Gnomo, 5 anni e sia mai che si perda un pezzo di conversazione...
"Niende amore, dono un bo' raffreddada..."
Grinta: "Vedi? piange!"
Gnomo: "Piangi mamma?!"
Grinta, sghignazzando spietato: "É triste, perché le piante si riproducono..."
Gnomo: "Aahhh... E tu non puoi! é per quello che piangi?"
Alice: "... In ghe senso Gnomo?"
Gnomo: "Tu non puoi fare bambini, quindi TU non puoi riprodurti come le piante... sei triste per questo? Non é grave mamma! Tu puoi andare in giro, le piante stanno sempre ferme... Posso mangiare 4 biscotti per colazione?"

Vi abbiamo presentato: l'invidia della fertilitá secondo lo Gnomo, futuro Paleontologo Freudiano.

Alice allergizzatrice

P.s. Alice poi ci pensava, a come collegare per gioco ogni allergia a un disagio psicologico:
Sei allergico al latte? Hai il complesso delle poppe, troppo piccole o troppo grosse.
Sei allergico al glutine? Invidia per l'erezione possente della lievitazione.
Sei allergico alle noci? É la tua insicurezza e incapacitá di uscire dal guscio.
Allergico alla polvere?  Non vuoi fare a patti con la triste veritá che polvere sei e polvere tornerai...

E voi? Ce l'avete un'allergia? (mica vi chiede dei disagi... quelli che li abbiamo tutti!)



Tuesday, March 5, 2019

in Lussemburghia dalla Kamchatka

Negli ultimi 5 giorni loro andati a visitare dei super amici in Lussemburghia, che hanno sponsorizzato loro i biglietti per uno di quei bellissimi tegevvé a due piani che tanto piacciono allo Gnomo!
Per andare in Lussemburghia hanno portato con loro le robe basiche:
- Il gatto.
- Un ittiosauro.
una diapositiva di Serfino-pret-á-porter

Tutto é stato bello, rilassante, e quasi quasi Alice e il Grinta si sono detti "Veniamo a vivere in Lussemburghia anche noi!"

Poi hanno giocato a Risiko.
Risiko é quel gioco in cui pure Gandhi ad un certo punto iniziava a tirare pugni sul tavolo, Madre Teresa lanciava i carriarmati fuori dalla finestra e ora che ci pensa é possibile che la causa de Grande Scisma fosse in realtá una partita in cui uno aveva come obiettivo il famigerato: "conquistare 24 territori".
Risiko é quel gioco che é stato probabilmente creato da una gilda di avvocati divorzisti, perché francamente, alla fine di una partita di Risiko Alice vede il Grinta con occhi diversi. Con occhi che uccidono.


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Wednesday, February 27, 2019

Perché (a ME!) Montessori (in Francia) fa cagare! (-issimo)


In vista dell'ennesimo colloquio con la direttrice della sua scuola (il tema é sempre lo stesso: il futuro di Alice. Che per la direttrice é nella scuola, mentre per Alice é a fare la madonnara davanti a Notre Dame) Alice ha prodotto quella che lei chiama la Lista de M.E.R.D.A.
ovvero: "Montessori, Educazione Retrograda, Dirigista, Alienante"(un papiro lungo quanto le pagine gialle di Torino e provincia), una critica, non troppo costruttiva, al metodo Montessori".
Ecco i 7 punti principali per cui Alice, al pensiero di lavorare ancora in una scuola puramente Montessori, viene colta  da orticaria, alopecia e riflusso gastrico.
La mette qui, e chissá... Magari qualche altra anima Anti-Montessoriana passerá da qui e assieme potranno pianificare una guerriglia pedagogica.


1 - Montessori é McDONALD. Ovunque tu vada, sulla punta dell'Everest o in un atollo caraibico, a Niú Iorche o tra le mucche della Valle Po il materiale é SEMPRE quello, sempre nello STESSO ordine, le presentazioni sono SEMPRE uguali, sempre nello STESSO ordine. Un'educazione che non diversifica mai, che non si adatta mai a nulla. Come se tutti i bambini fossero uguali, come se dovessero imparare tutti allo stesso modo, con gli stessi strumenti, nello stesso ordine. Una tristessa infinita.
Nelle scuole che seguono il Reggio Emilia Approach ogni scuola, ogni classe, ogni anno é diversa e unica, perché sono i bimbi che decidono, che scelgono che si organizzano.

2 - Montessori é LAVORO. Montessori é morte al gioco, soprattutto al gioco libero...
vuoi costruire? Fai la torre rosa a 10 cubetti. E stai contento. Vabbé dai, se proprio non ne puoi fare a meno ti propongo un'estensione della presentazione, ovvero ti autorizzo a usare 'sti 10 cubetti in un ordine leggermente differente... ma non te ne approfittare bambino!
Non ci sono Lego, Kapla, materiali tridimensionali con cui creare.
Non c'é gioco simbolico, travestimenti, spazio per l'immaginazione.
La giornata i bambini la passano a manipolare (secondo i precetti e nel modo spiegato dall'adulto); a memorizzare (le informazioni selezionate per loro dall'adulto), a ripetere (i gesti e le competenze che l'adulto ha impartito e spiegato).
Con il Reggio Emilia Approach i bambini scoprono, sbagliano, esplorano... Con Montessori ripetono quello che l'adulto ha mostrato/spiegato.

3 -Montessori é SILENZIO. I bambini devono bisbigliare. Alice, deve bisbigliare! Il rumore deconcentra e distrae. Non c'é bisogno di parlarsi. Bisogna focalizzarsi sul proprio lavoro.
Ma che vita é, a 4 anni a bisbigliare manco fossero sempre a visitare i malati terminali?
Nelle scuole Reggio Emilia é sempre fermento, rumore, movimento, risate, e anche bisticci... c'é vita, e la vita é rumorosa, pure in fondo al mare, dove a quanto pare le balene fanno un gran casino!

4 -Montessori é SOLITUDINE. É lavoro individuale, tu sul tuo banco da uno, con il tuo materiale, e se proprio un tuo compagno vuole guardarti lavorare (non puó toccare il tuo materiale, che per Montessori la proprietá privata é sacra!) deve stare in posizione da osservatore, come un Umarell *, dritto, in piedi, con le mani dietro la schiena.
Ma e la condivisione? La complicitá?
Alla base del Reggio Emilia Approach c'é l'idea che si impara ASSIEME, con l'altro, dall'altro, dall'incontro, aiutandosi, scontrandosi e confrontandosi.

5 -Montessori é IMPARARE competenze e concetti.
- imparare il sistema decimale ai 5 anni (addizioni, sottrazioni, moltiplicazioni, operazioni con resti e cambi)
- imparare a tracciare le lettere (in corsivo, perché solo il corsivo é degno di vita e rispetto... lo stampatello é da bestie e lo script é troppo facile... quindi li si impara DOPO) a 4 anni.
- imparare i paesi europei, i nomi dei differenti solidi geometrici, le figure piane, le bandiere... un lavoro mnemonico costante.
... E poi? Cosa diamine se ne fa un bambino della capacitá di sommare 5467 + 3809?
Cosa gliene frega di saper dire: piramide a base triangolare?
Cosa se ne fa di tutte queste competenze, quando poi non puó esercitarsi a esprimere un'idea, dialogare, confrontarsi con gli altri, negoziare, risolvere un conflitto, gestire le sue emozioni, inventare qualcosa di nuovo, trovare nello sbaglio una nuova via?
Che senso ha a 3, 4, 5, anni Imparare quando invece si dovrebbe Scoprire?
In una classe Reggio Emilia i bambini imparano a stare assieme, ascoltarsi, spiegarsi. Imparano a prendere rischi, imparano che sbagliando di scoprono cose nuove, imparano che assieme si va piú lontano.

6 -Montessori é VECCHIEZZA. No seriamente, che metodo é quello che utilizza ancora gessi e lavagne d'ardesia e tavole di memorizzazione per la moltiplicazione e la divisione? Che metodo é che prevede che PRIMA si scriva in corsivo e POI si legga in minuscolo?
Che metodo é che utilizza le stesse robe da quasi 100 anni? Immutate? Come se i bambini e la societá fosse ancora quella del 1927 italiano (oddio... ci sono robe inquietantemente simili tra l'Italia del 2019 e quella del 1927... ma questo é un altro post).
Le scuole di Reggio Emilia collaborano con la Lego Fundation, usano STEAM e giocano a fare Coding. Si inventano anche nuove scritture, riflettono sul perché servono numeri, e lettere, e suoni, e sono esposti a arte, creativitá, poesia e altri mille linguaggi diversi.

7 -Montessori é ILLUSIONE. l'illusione data ai genitori é che i bambini saranno "liberi"... in realtá c'é una struttura rigida, predefinita e immutabile. Tutto é deciso dall'adulto e il bambino esegue. C'é piú libertá nella scuola pubblica di banliú dello Gnomo, dove ha l'occasione di giocare con delle costruzioni e fare del teatro, o uscire all'aperto 3 volte al giorno, che nella scuola Montessori di Alice.



Oh, poi ci sono anche robe belle eh, sicuramente.
Datele qualche giorno e riuscirá pure a farci un post!

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* Una diapositiva di un bambino montessoriano
nella classica in posizione
d'osservatore. 


Alice de-Montessorizzatrice

Tuesday, February 26, 2019

Betulle e edilizia francese

un mesetto fa 3 signori grandi e grossi sono venuti a tagliare parzialmente la betulla che Alice e il Grinta hanno nel giardino... sorpassava i tetti della casa accanto, rischiando di diventare pericolosa e soprattutto la vicina era arrabbiatissima perché "il vostro albero si prende tutto il sole e io non vedo piú nulla, solo verde" (che Alice voleva replicare: "e non sei contenta? Preferisci la vista dell'inceneritore del paesino accanto?").
Sono venuti, hanno tagliuzzato ed Alice ha chiesto di poter tenere i ceppi. Perché ad Alice piace avere roba INUTILE accumulata. Se fosse nata negli USA sarebbe giá la protagonista di un documentario, sepolta tra libri e tonnellate di roba di cancelleria che non funziona piú.

Visto che la follia non é solo genetica, ma anche frutto dell'ambiente, lo Gnomo non é da meno, conserva TUTTO, usa TUTTO, é impossibile a casa loro buttare una confezione di cartone perché il piccolo nazista del riciclo ispeziona regolarmente il bidone, tira fuori roba e sbraita: "Ma no! Questa BELLISSIMA scatola mi serve per un progetto!"... e la lancia nella sua pila di scatole unte e rotte.
Quindi quando i boscaioli di periferia se ne andavano lasciando 100 chili di legna sparsa nel giardino Alice e lo Gnomo saltellavano tenendosi per mano e facendo il girotondo mentre il Grinta si stracciava le vesti, presagendo disordine e caos.

Con i tronchi, lo Gnomo si é trasformato in un piccolo muratore selvaggio.
Il primo giorno, ha creato una tipica barricata francese.
Giusto nel mezzo del passaggio.
Alta quanto lui.

lo Gnomo e i suoi amici francesi, in una diapositiva del 1948 

Alice l'ha lasciata lá per circa una settimana prima di decidersi e smontarla.

Dopo ha fatto un percorso ad ostacoli. Sempre nel vialetto. Ma ad Alice a quel punto é partito l'embolo perché giá deve uscire di casa quando fa buio e tutti dormono, mó pure la gimcana si deve fare?!? 
Allora lo Gnomo ha ripiegato su una piú classica capanna.
Che ha poi dipinto con colori discreti (rosa, nero e fuxia)
Vi ha trasferito dentro 78 dinosauri, 27 pesci e un quantitativo imprecisato di meteoriti (ogni roccia dal diametro maggiori di 2 centimetri a casa loro é un meteorite).
Poi peró i dinosauri, secondo lui, avevano bisogno di acqua. E di vulcani.
Quindi adesso é impegnato nella creazione di un parco giurassico, ha deforestato 2 metri di giardino, scavato buche, estirpato piante e creato pozze... 
Alice teme per la stabilitá strutturale della via, ma se non crolla il muro laterale della vicina Alice vi allegherá foto dell'opera finale.
(E secondo Alice la vicina un po' si sta pentendo di aver scassato i marroni e aver richiesto di tagliare la betulla... che almeno prima c'era verde e silenzio, ora c'é il cantiere di Babilonia aperto 7 giorni su 7!)

Alice legnizzatrice


Saturday, February 23, 2019

Il Dinosauro di Nietzsche

Sabato mattina.

Alice é ancora a letto, semi-addormentata, impegnata in dubbi esistenziali tipo: "quanti strati di nutella si possono mettere su una fetta di pane senza minacciarne la stabilitá strutturale".
Lo Gnomo no.

Lo Gnomo arriva e dichiara: "Vedi mamma, in fondo anche tu sei come i dinosauri"
"Vecchia?"
"No. Né buona né cattiva"
"Ah... Ok?"
"In fondo, come loro, anche tu fai semplicemente quello che devi fare per sopravvivere"

Se la nuova frontiera lavorativa é il Paleontologo Esistenzialista noi siamo apposto.

Alice sopravvivitrice (o dinosaurizzatrice) 


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Sunday, February 17, 2019

la dura vita dell'Italiano in banliú

"quando gli altri bambini bagarrano io scappo via lontano... anche perché alla bagarre io perdo sempre, e non mi piace quando mi tappano, allora é meglio se corro"
(Bagarre= dal francese, zuffa, battaglia;  Tappato= dal francese, derivato da tapèr, ovvero picchiare).

Vi abbiamo presentato due soggetti, entrambi apparentemente vittime di maltrattamenti:
Lo Gnomo... e la lingua italiana.

Alice italianizzatrice

credits to: https://log.expatgoneforeign.com/
(che ho appena scoperto!)




Tuesday, February 12, 2019

gAttivitá!

Sarefino é divenuto ufficialmente un gatto da giardino.

Ma anche un gatto da richiamo.



(Notare l'intonazione da sciura stridula, indispensabile affinché il gatto Serafino risponda).

Alice lo chiama circa una volta ogni 20 minuti.
Lo Gnomo ogni 10.
Il vicinato ringrazia.


Lui evidentemente ha capito che loro non sono normali ed occorre assecondarli e portare pazienza... e quindi, puntuale come un orologino svizzero, compare.


Alice gattizzatrice

Thursday, February 7, 2019

zac zac...

Interno classe, fine giornata.
Alice riordina, getta qualcosa nell'immondizia e le casca l'occhio su questa roba qui:




Un'opera d'arte Anonima.
Uno stile classico: capelli, carta e scotch.
Insomma, qualcuno ha giocato al piccolo Voodoo... o a Edward Mani di Forbice.

E scatta subito il conto alla rovesciaper vedere tra quanti minuti le arriverá l'email di un genitore incazzato perché la prole ha modernizzato il taglio...



Alice tagliuzzatrice

Wednesday, February 6, 2019

e guardo il mondo da un'oblò...

Sono 3 settimane che hanno il gatto Serafino, e sono 3 settimane che il gatto Serafino é ai domiciliari in casa.
Prima doveva abituarsi alla casa...
Poi non aveva il chip...
Poi aveva ancora i testicoli...
Insomma c'era sempre una scusa.
Adesso, questo giovedì, il gatto Serafino verrá finalmente autorizzato a scorrazzare di nuovo in giro per il mondo, e probabilmente se lo ritroveranno sulla punta della betulla, o fuggirá in cerca di avventure... chissá.
Alice ha giá l'ansia da abbandono.
Almeno 25 volte al giorno lo guarda, lo accarezza e gli dice robe tipo: "Non ci abbandonare, che ti amiamo! Lo so, ti abbiamo tagliato le palle, ma davvero, ho pure guardato su internet e non c'é NESSUNO che supporta la causa della non sterilizzazione del gatto maschio! Ti giuro che ho fatto la ricerca, ho googlato in molteplici lingue... tutte le culture e l'intera umanitá concordava!" (Tra l'altro, parliamone! C'é chi ritiene che la terra sia piatta, chi crede alle scie chimiche, chi sostiene che Renzi sia un essere senziente... e manco UNO, dico un matto che si spreca per la causa dei testicoli integri dei gatti?!).
La prossima volta Alice si compra una tartaruga, o comunque una roba con meno capacitá motoria perché  lei ha giá le paturnie e potesse effettivamente farebbe ingoiare al gatto un geolocalizzatore.

Nel frattempo, soprattutto quando in giardino compaiono dei volatili, Serafino sta cosí.




In Gattivitá forzata.


Alice gattizzatrice

Monday, February 4, 2019

Gastró

Sono due giorni che la classe di Alice, composta da 27 bambini, é stata falcidiata e quindi ci sono solo 15 bambini.
Gli altri, flagellati da una terribile influenza gastrointestinale che genera vomito e febbre a 39, sono a casa deliranti e in convalescenza.
Una classe di 27 che diventa una classe di 15 bambini é un perverso sogno proibito che si avvera...
 con 15 bambini si possono fare i teatrini, i biscotti, le gare di ballo e un sacco di cose divertenti che a 27 degenerano facilmente nella calata degli Unni.
Peccato che Alice, invece di godersi l'aula semi-vuota, sia a casa.
Con il SUO piccolo paziente.

Il ragazzetto é a 40 di febbre.
Il gatto é al 100% di coccolositá.
La gastró procede a tutta birra.

Alice accuditrice


Thursday, January 31, 2019

Antartica

Come diceva Celentano:

"Cerco un po'd'Antartica in giardino...
tra l'oleandro, e il baobab..."


Ha nevicato a Parí.
E lo Gnomo, inguaribile ottimista, nasconde balene e megattere tra la neve e progetta di fare un igloo in giardino.

Alice nevizzatrice

Tuesday, January 29, 2019

Esseri Mitologici e Habitat Naturali

É ora di confessarlo.
Non ne ha mai parlato qui sul blog, per non tirarsela, ma é giunto il momento di dirlo chiaro e tondo:
Lo Gnomo da che é nato é sempre stato un essere mitologico.
Perché lo Gnomo é il bambino che dorme.
Da subito.
Da solo.
Senza svegliarsi.
Senza problemi.

Il merito non é loro, sia chiaro, hanno avuto semplicemente una botta di culo pazzesca... ma possono confermare che sí, i neonati e i bambini che si addormentano da soli, e dormono tutta la notte, esistono. E loro ne hanno beccato uno.

Lo Gnomo aveva un mese quando ha iniziato a dormire 6 ore a notte.
Ai 6 mesi faceva tra le 8 e le 9 ore, imperturbabile. Un ghiro professionista.
Quando aveva 2 anni lo mettevano a letto, gli davano un bacino, chiudevano la porta e lo ritrovavano alla mattina.
Non scendeva manco dal lettino, sembrava ci fosse un campo di forza magnetico per cui una volta messo sul materasso vi restava incollato per le 10 ore successive.

Questo fino ai 3 anni emmezzo, quando Alice e il Grinta lo hanno deviato.
Ai 3 anni emmezzo, una sera, chiese che uno di loro restasse accanto al suo letto fino a quando non si fosse addormentato. Quella sera, uno di loro restó con lo Gnomo.
Ecco.
Da quella sera lo Gnomo non si addormenterá piú da solo.

Ora che ha 5 anni emmezzo, Alice e il Grinta stanno cercando di persuaderlo ad  abbracciare Morfeo, nel tepore delle sue coperte, senza una guardia del corpo che lo vegli come un imperatore egizio.
Piú che altro perché la guardia del corpo di turno alla fine si addormenta con la bava alla bocca PRIMA di lui, e finisce che lei e il Grinta non hanno mai tempo assieme, da soli, per fare che ne so, gare di rutti o conversazioni di etica e antroposofia.

Le contrattazioni serali sono lunghe, estenuanti, ma anche parechcio divertenti.
Per esempio l'altra sera, mentre il Grinta lo metteva a dormire, lo Gnomo ribadiva che:
"Vedi, il problema papá é che il mio habitat naturale alla notte é il letto... e le coccoline, senza il letto o le coccoline rischio l'estinzione"

Alice addormentatrice



Sunday, January 20, 2019

Miao, come ti chiami?

Le proposte del Grinta:

Carbonkio
Crodino
Faccia-di-gatto
Gatteo
Roscio
Giuggiolo
Miaorluzzo

Le proposte dello Gnomo:

Hidrotermal vent
Blobfish
Lady Fish
Pesce Signorina
Pesce Angelo
Balena Blu
Dino
Titanic
Fossile
Calamaro Colossale


Alla fine invece hanno deciso che il nome scelto da (ex)CollegaAdorata era perfetto. O quanto meno non aberrante come le loro opzioni.

E quindi ora hanno in casa il Gatto Serafino.
Detto anche il Gatto Volante.
Un appassionato della lana merino.






Alice gattizzatrice

Tuesday, January 15, 2019

C'era una volta...

C'era una volta un gatto.
Un gatto su un albero.
In realtá il gatto sull'albero non solo c'era, ma ci restava proprio.
Per oltre due giorni e una notte.
Avvinghiato a oltre 15 metri d'altezza, nel freddo grigio della cittá, abbarbicato al ramo che oscillava al vento di gennaio.
La gente del quartiere aveva provato a farlo scendere, ed avevano piú volte chiamato i pompieri che peró si erano limitati a dire: "signó, se é solo un gatto noi non ci muoviamo... se sull'albero le resta incastrata la suocera allora sí".
Alla sera del secondo giorno, il gatto non era piú sul ramo.
Ma neanche il ramo era piú sull'albero.
Il ramo  era a terra, rotto.
(ex)CollegaAdorata, che da due giorni aveva cercato invano di convincere il felino a piantarla di fare il merlo e a scendere giú, alla vista del ramo rotto decise di dare un'occhiata in giro, e in effetti poco lontano c'era lui.
Il gatto volante.
A terra, un po' mal messo, ma ancora intero.
(ex)CollegaAdorata lo prese e se lo portó a casa, il gatto e le sue millemila pulci, interpretandolo come un segno.
Un gatto cosí, un gatto talmente bizzarro, avventuroso (anche scemo, diciamolo), e fortunato lei sapeva senza dubbio a chi darlo.
La sera stessa, ovvero il giorno del suo compleanno, Alice riceveva una telefonata da(ex)CollegaAdorata che iniziava con: "Ho trovato il regalo per te. Un gatto volante!"

E il resto é storia.


Dategli il benvenuto anche voi, se volete (ah, eh poi condividerá con voi anche la lista di nomi improponibili che ha rischiato di beccarsi 'sto felino...):




Alice gattizzatrice