Wednesday, December 18, 2019

L'URLATRICE

Ha 3 anni emmezzo.
La memoria di un elefante,  un vocabolario piú ricco di quello dello Gnomo, e la determinazione di un bulldozer.
É minuta, con occhi enormi, ed soprattutto é dotata di corde vocali che manco la Maria Callas. E infatti facciamo che qui la chiamiamo la Callas.

É entusiasta, energetica e soprattutto ha sempre un piano, un programma, un progetto.
Certo, alle volte il progetto puó essere mischiare assieme tutti i millemila pezzi di 5 puzzle geografici diversi,  Alice la ritrova che sbatacchia Serbia,  Costa Rica e Togo utilizzando la Norvegia come bastone e  le chiede "Callas, cosa sta succedendo esattamente qui?"  lei dichiara con aria incazzosa  "sto facendo un'insalata". A quel punto, Alice le spiega che no, che sebbene sia un'immagine poetica, una bambina che rimescola i confini e le frontiere, ed evviva il mondo ecumenico e unito, ora tocca rimetterli al loro posto... Ed ecco che parte l'attacco ultrasonico.
Una sirena che potrebbe far scoppiare le lampadine,  con un'onda d'urto tale che i bambini vicini cascano per terra e attorno si crea un silenzio surreale che lei riempie fino all'ultima acutissima nota, che resta incastrata nel timpano anche quando lei ha smesso.
Riesce a urlare per 5 minuti consecutivi, che per il resto degli umani sembra peró essere almeno 5 giorni, e infatti Alice deve controllare piú volte l'orologio per rassicurarsi che no, non é ancora arrivato Natale.
La Collega é stata chiara: "Io non posso gestirla. Mi riporta a traumatismi miei, mi fa venire attacchi di panico, mi si chiude lo stomaco e mi vien da vomitare a sentirla urlare cosí".
Quindi é Alice l'unica spettatrice delle performance della Callas.
Che con il tempo durano sempre meno e sono sempre piú sporadiche, anche perché Alice ha imparato a prevenirle  a preservarsi un minimo i timpani... ma restano comunque un suo tratto distintivo.

Alice ne discuteva l'altro giorno, anche con un po' di veemenza, con la Collega, che trovava le sonoritá della Callas un indice di un disagio, di un disturbo, di un malessere... di un qualcosa che dovrebbe essere approfondito magari da uno psicologo, cosa che ha consigliato alla madre.
Alice si chiedeva, e chiedeva alla collega, QUANDO e QUANTO debba essere irregimentata l'espressione del proprio incazzo, del proprio disappunto, della propria rabbia nei bambini...
Cioé, possibile che giá a 3 anni emmezzo si perda il diritto di farsi una classica scenata? Di poter urlare? Di poter gridare?
Spopolano corsi di yoga per bambini, di meditazione per bambini, di elaborazione delle emozioni per bambini... Alice si chiedeva come mai il dolore e la rabbia infantile, che sono spesso enormi, imprevedibili, esplosivi, destabilizzino cosí tanto gli adulti, e vengano visti come "segnali d'allarme", come malessere... come se gli adulti non si incazzassero mai.

Ad Alice la Callas piace.
Magari ha ragione Collega, e il fatto che invece di limitarsi a piangere in un angolo o a battere i piedi si dia all'esplorazione delle note irraggiungibili é un segno di disagio... Ma ad Alice forse piace anche per questo. Perché la Callas non le manda a dire, le butta fuori tutte, é volitiva e esplosiva.  Alice si dice che il mondo ha bisogno anche di Callas. Di donne che crescano capaci di ridere forte e urlare forte, invece che solo di piccoli Buddha e portatori di pace.

Qui una diapositiva della Callas




Alice urlizzatrice

5 comments:

  1. Anche a me la Callas piace. E quando ero piccola detestavo quando mi si diceva "Adesso pero' smetti!". Smetto quando mi e' passata, non quando me lo dici tu

    ReplyDelete
    Replies
    1. CI passiamo i nostri bei momenti, sedute sul pavimento della cucina, a esplorare le vette sonore!
      ... una delle prime volte ha smesso quando le ho chiesto di "urlare piú forte"
      "Ma... No, non si urla, Alice!" :-D

      Delete
  2. Ok smetto quando mi è passata, ma perché costei on tre anni di vita ha accumulato una tale incazzatura per il mondo e il genere umano, questo è il punto

    ReplyDelete
    Replies
    1. Non credo che sia piú incazzosa degli altri... o che si incazzi piú spesso che gli altri bambini... certo é che, quando si incazza, lo fa senza alcun freno e censura, anzi. Giá a 3 anni in genere i bambini si "controllano", hanno imparato che ci sono modi socialmente accettabili di arrabbiarsi e modi che invece non sono tollerati... Lei se ne frega. Inoltre la mamma che se ne va, il compagno che le prende il posto a tavola, il calzino bagnato, il ciuccio che non si trova piú, la torre che non sta su, una caduta perché é inciampata nella gamba della sedia, io che canto una canzone che non é quella che voleva lei, la giacca da mettere quando invece lei vorrebbe stare a rotolare per terra... TUTTO ha praticamente la STESSA carica. Non ci sono "lievi" frustrazioni. Ci sono enormi rabbie, che durano poco eh, ma che sono molto "spettacolari". É come se non avesse alcuna gradazione emotiva... non puó essere "poco" arrabbiata. Si vedevano dei grandi progressi verso novembre, ma credo che con il ritorno dalle vacanze a gennaio ci sará un sacco di lavoro da rifare.

      Delete

edddaì, blatera un po' con me!