Monday, June 8, 2009

x-treme bookstore

Da una settimana a questa parte l'80% delle lampadine del terzo piano ha dato forfeit.
Gli scaffali dei libri italiani sono avvolti in una intimistica penombra, i clienti scelgono i libri andando a tentoni, accarezzando le copertine alla ricerca di un rilievo braille e io sbatto contro gli spigoli dei tavoli che è una bellezza.
E vabbè.

Da 4 giorni a questa parte l'ascensore della Supplì è fuori servizio.

Ora, in situazioni normali si assiste quotidianamente al seguente dialogo:
"Avete qualcosa su questo argomento?"
"Certo signora, c'è una sezione dedicata al terzo piano"
"AL TERZO PIANO?! No, non voglio salire fin lassù!"
"... Guardi che abbiamo un fantastico ascensore anni '40..."
"No. Non ho tempo. Me lo faccia portare giù da qualcuno"
e...
rooom!
Teletrasporto!

Con il potere dell'ascensore la sottoscritta compare con un bel carrellino contenente tutti i libri che te, culo pesante, vuoi consultare.
Facile.


Da quando l'ascensore non c'è si assiste al seguente dialogo:
"Avete quacosa su questo argomento?"
"Certo signora, c'è una sezione dedicata al terzo piano"
"AL TERZO PIANO?! No, non voglio salire fin lassù!"
"non si preoccupi, abbiamo la schiava del terzo piano che le porterà direttamente qui la torre di libri a cui lei vuole dare un'occhiata"
e...
cloppete cloppete cloppete
ecco arrivare la sottoscritta in versione piccola sherpa, con 4 tomi sotto le ascelle a una pila di tascabili in equilibrio sulla testa.
Che poi van riportati su, perchè ci fosse mai una volta che se li comprino per davvero.
Maledetti. Maledetti tutti.
E vabbè.

Ieri, l'aria condizionata del terzo piano è morta.
I pochi aitanti clienti (4. Di numero.) che si sono avventurati fino alle somme vette e hanno affrontato intrepidi la scala di marmo arrivati in cima si aggrappavano boccheggianti al corrimano, paonazzi e affannati, lanciavano uno sguardo perplesso agli scaffali in penombra, non capendo cosa c'entrasse l'illuminazione da night club con la libreria e sclamavano "Soooo Hot!" (Ma và? A me lo dici?! Che sto qui dalle 10 del mattino? Che sto per disidratarmi e diventare polvere e lanugine? Che lascio una lumacosa bava di sudore lungo il pavimento?) e poi, con le ultime forze rimaste, strisciavano nuovamente via verso i piani bassi, bramando luce e aria fresca..

Quindi, riassumendo:

Non ho clienti.
Scarpino su e giù per le scale per la metà del tempo.
L'altra metà del tempo sto in un fornetto deLonghi, privo di finestre, che raggiunge la tropicale temperatura di 34-35 gradi.
In penombra.

Alle 3 ho chiesto se potevo avere un'amaca per fare la siesta.
Non concessa.

Domani piglio quella nullità del Collega iNglese e lo nomino mio personale sventolatore di foglie di palma.


Alice sudatrice

P.s. comunque verso le 5 del pomeriggio, quando iniziavo ad avere le allucinazioni e sognavo piscine, spiagge caraibiche, vasche da bagno e ruscelli di montagna uno dei manager mosso a pietà è venuto a portarmi un ventilatore.
Che ho abbracciato per le succesive tre ore di lavoro.
A fine giornata mi son presa, l'avreste mai detto? Un colpo di freddo.
E vabbè.

2 comments:

  1. a queste condizioni, ti consiglio di smettere di usare il deodorante.

    vabbé che non compreranno manco un libro quando glieli porti, ma almeno realizzerai una vendetta preautolicenziamento nei confronti della supplì.

    ;-D

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  2. Alga, eh?!
    Deodorante? Booh!
    ;)

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edddaì, blatera un po' con me!