All'inizio sembravano senza speranza... condannate a una vita breve, massacrate nel giro di pochi giorni dalla mia disastrosa incapacità botanica.
Poi, invece, sembrava che... forse forse, quanto meno la più stoica avesse deciso di sopravvivere.
Ebbene, la emmeticcì, la piccola Highlander, è una roba incontenibile.
Spara fuori un fiorellino dopo l'altro, sotto lo sguardo orgoglioso e tronfio del Grinta, e manca poco che si trasformi in una siepe leopardiana, in un enorme coso tropicale e rigoglioso...
Davanti a cotanta tracotanza la piccola Karma, che a stento è scampata alla morte, si nasconde in un angolino del vaso, si richiude in sè stessa e tenta di mimetizzarsi nella compagna, di scomparire tra il fogliame della super pianta.
Va detto che il merito è tutto e solo del Grinta, che la sera, con sguardo amorevole, compie sempre lo stesso rituale: riempie un bicchierino d'acqua e bagna i vegetali seguendo tutto un misterioso e complicato processo di sgocciolamento (mica vero... solo che io mi dimentico di bagnarle, di spostarle... perfino di guardarle, ecco).
Ieri, non contento, ha deciso di ampliare il nostro parco botanico:
La mattina mostravo al Grinta come, ora che è arrivata la stagione delle zànzare, la notte io venga ridotta a una grattugia di ponfi e pustole, attaccata e smangiucchiata sull'intera sperficie corporea (mani, piedi faccia e collo compresi, bastarde cosine che dovete solo morire...).
Grinta: "Tranquilla, ci penso io. Oggi compro il neccessario"
Alice: "Grazie amor mio. Sei proprio un gran fico che pensa sempre a tutto!"
Ieri sera, quindi, io mi aspettavo, che so, una cremina erboristica, uno spruzzino meccanico, un chimicissimo zampirone, una candela spargi fumo ecologica, uno schiacciamosche manuale...
invece, il Grinta, che ormai si crede Fata Flora, è arrivato a casa con questi:
...
Mi si prospetta un'estate di croste e grattamenti...
Alice