Alice è una bibliomane patologica e quando va in giro fa turismo librario.
Lo fa ovunque. Pure nei paesucoli sperduti in cima ai monti, se c'è una libreria o una cartoleria lei ci si tuffa dentro, mentre il Grinta sospira e si prepara ad un tempo di attesa che varia dai 4 minuti alle 6 ore. Dopo anni di esperienza Alice sa che dalle librerie si capiscono tante cose, ed è un ottimo modo per tastare il polso a un posto nuovo.
Bueno Aires è tra le città più bibliofile che Alice abbia visto. Addirittura batte New York, che sì, ha tante
Barnes & Noble ma son tutte più o meno uguali, e le piccole e medie librerie sono sempre meno, soprattutto per una città di 7 milioni di anime e che si suppone non dorma mai (la città, non i 7 milioni di anime nè).
Peccato che i libri, rispetto a tutto il resto, costino dannatamente cari (per capirci poco meno o poco più che qui a New York). E poi c'è questa usanza fastidiosissima per cui non mettono il prezzo e tutte le volte ti tocca andare dal commesso e poi tempo che ti dice i prezzi dei 7 libri che vorresti e io già te li sei dimenticati.
Però la mole di saggistica politica che non si sparano in Argentina!
Questa è la libreria più antica di Buenos Aires:

Bella. E antica davvero. Con i commesi che per dirti la giacenza o il prezzo consultano ancora cataloghi cartacei e bolle di consegna. Proprio come faceva lei quando lavorava come libraia nella patria del gianduiotto, chè toccava sapere a memoria cosa c'era sugli scaffali. (E no, non son nata nel pleistocene, bestie! Era la libreria che non aveva voglia di computerizzarsi)
E poi.
E poi c'è questo posto qua.
Che si chiama El Ateneo ed ora è quasi una catena ma la "libreria madre" è uno spettacolo mozzafiato.
Che se mai rinasco voglio essere un libro e vivere lì:



Un teatro abitato da libri!
Ci sarebbe da scriverci sopra almeno una saga...Sapevatelo, su Rieducational Alice!
Alice lettrice