Saturday, November 24, 2012

Anatomia del tacchino

 

Sarà che Alice è stata vegetariana per 12 anni, sarà che comunque la pelle del tacchino ha un non so che di umano, sarà quel che sarà ma ad Alice la procedura di preparazione del tacchino fa un po' impresiùn.

Per intanto per quel gran vuoto lasciato dalle interiora, che lei pensava fosse proprio la zona di farcitura, e che invece resta lì così com è... è una sorta di moumento all'incompletezza (a parte un'arancia che il Grinta ha infilato lì non si sa bene se per ragioni culinarie o per spirito goliardico).

Poi perchè  più che di farcitura qui si parla di impianti sottocutanei di bacon d'anatra  e salsiccia di pollo (l'assenza dell'amatissimo porco al desco era dettata dalla complementare presenza di ebrei e mussulmani al desco medesimo). Che quindi il Grinta e il Brasiliano si son messi a giocare ai piccoli chirurghi, e il pollo sembrava posseduto da Alien:

Poi si vede che il Grinta temeva il tacchino avesse un'esperienza post mortem e quindi ha voluto annodarlo stretto, stretto sai mai che sfondi il vetro del forno a testate e prenda il volo















E comunque senza offesa per il tacchino, ma un bel pollo al forno è tutta un'altra storia...
soprattutto perchè non ti tocca magnartelo per 2 settimane consecutive!


Alice tacchinatrice

Grazie, o mitici smanettoni!

Grazie, o fedeli spingitori di blog!
Alice ha preso fedelmente nota di tutto. Ha smanettato un po', non è ovviamente riuscita a capire come ridurre la dimensione delle foto già inserite, ha cancellato un po' di foto che erano lì a prendere polvere e non comparivano sul blog ed ha anche  scoperto che se fa passeggiare le sue foto su picasa per un po' poi le diventan più piccine. Si squagliano  e si riducono come un ghiacciolo ad agosto.
Poi ha scoperto anche che su questo fantomatico Gugl più che le è sempre stato sui marroni  c'è dello spazio di memoria utilizzabile, e si è incasinata con quello, tentando di capire se c'è un modo per parcheggiare un po' di roba lì senza però renderla completamente pubblica e sbandierabile ai quattro venti.
Infine ha avuto un'illuminazione. Era in bagno, sulla tazza pensatrice è BOM! è stata colta da un'idea strepitosa.
Perchè limitarsi ad 1 Alice quando se ne possono avere 2?
Ora si è creata una doppia identità: per i post senza foto è sempre lei, Alice scribacchiatrice... ma quando il gioco si fa duro e le foto si iniziano a postare allora scende in campo SuperAlinipe, il suo alterego virtuale che, se le cose funzionano davvero come dovrebbero, le è appena arrivato in soccorso con un po' di giga da utilizzare (ed ora che ha scoperto che sì, pure in rete le misure contano, vedrà di fare attenzione ai formati!).
 Vi farà sapere... Ora datele un paio di minuti e arriva ad intasare l'etere con millanta foto di tacchini.

Alice fotografatrice
(Una e bina)


Friday, November 23, 2012

GURU CIBERNETICI, VENITE A MME!

O voi, spingitori di blog dotati della forza dello smanettamento!
Alice vi chiama e vi implora, che si trova davanti a una sfida impossibile!

Che qui c'è Blogger che le dice he non ha più spazio per mettere le foto.
Come che non ho più spazio? Ma non sta tutto in giro nell'etere? Da quando qui abbiamo problemi di dimensioni?!
Insomma, qui il Funesto Dio Blogger dichiara che siamo pieni, e che o Alice leva delle foto oppure non ne può più mettere.
Il che capirete bene è una perdita pazzesca per l'umanità, perchè ha tipo 37 foto del tacchino, il prima, il durante, il dopo... cose che il mondo deve vedere!!

Un aiutino?
Piccino picciò?

In cambio offre tacchino freddo a carrettate (che quel maledetto pennuto non lo finiremo mai prima di Natale)

Alice fotografatrice

Thursday, November 22, 2012

Tacchinamento

E' la giornata dei grazie.

Il Grinta e Alice volevano andare a vedere la parata di Macy's stamattina ma nonnostante il Grinta l'abbia presa a calci negli stinchi non ce l'ha fatta a svegliarla (Alice mica dorme, lei ha esperienze pre-morte dalle quali riemerge grazie all'aiuto di 3 sveglie).
Però in fondo, conoscendo i gusti nostalgici di Alice, non sarebbe mai potuta essere meglio di questa:
 


Ed ora Alice inforca gli occhiali da maestrina, si mette un pullover da intellettuale, e vi elargisce un po' di storia (insulsa), perchè ieri parlava con una delle colleghe, il cui marito ha origini Indiano-Ammerigane, ed dopo la chiacchierata è andata a farsi una cultura dal dottor Google, e a spulciare un paio di libri che aveva sottomano a casa (sì, colleziona pure libri di storia e di robe strane, sapevatelo).
E va detto che 'sta storia del ringraziamento la lascia un po' perplessa.
Cioè facciamo un salto indietro, è il 1661, e ci sono i padri pellegrini sulla loro barchetta che arrivano finalmente in vista della costa ammerigana. Alice se li immagina lerci e puzzosissimi, parecchio mal messi, verdi per il maldimare e gialli  per l'itterizia. Tra l'altro erano partiti con scorte bizzare, tipo che avevano 126 paia di scarpe, ma nessuno aveva pensato di portare un'aratro, un cavallo o che so, una canna da pesca. Insomma, non è che ci avessero esattamente un Q.I. eccezziunale.
Quindi i pellegrini sbarcano, fa un freddo becco, non hanno una mazza da mangiare e l'inverno è alle porte... che sfiga.
Poi però varda che botta di culo arrivano gli indiani e li aiutano a sopravvivere. Offrono cibo e soprattutto danno un paio di dritte agli omini pallidi spiegando cosa coltivare e cosa no, cosa cacciare e come, come costruire i villaggi, quali alberi abbattere etc etc... e in cambio gli omini pallidi starnutiscono in faccia agli indiani e appestano la popolazione autoctona con tutta una serie di nuove e originali malattie, decimandoli rapidamente.
Poi si dedicarono beati a depredare i villaggi, rubare dai granai degli indiani, razziare le tombe senza troppa gente a infastidirli.
Infine 3 anni dopo, un governatore decide di indire il giorno del ringraziamento "per ringraziare Dio e la sua Bontà". Dio, capito? E tanti saluti agli indiani. Cioè, non è che dopo quel primo anno, in cui li aiutarono a salvare la pellaccia e affrontare l'inverno, quell'anno in cui pranzarono tutti assieme per tre giorni, ballarono la giga, e raccontarono barzellette su Cristoforo Colombo i pellegrini decisero di invitare gli indiani di nuovo, eh, no no no. Mo' si ringrazian tra di loro.
Mah.

Uh, l'altra cosa che Alice ha scoperto è che i primi ad avere la grande idea scalpare il nemico non furono mica gli indiani ma gli olandesi! Per ogni indiano ucciso c'era un premio in denaro, e lo scalpo era la prova da portare per ritirare il pagamento.

Ed ora, dopo tutte queste allegre storie truculente, Alice è pronta per assistere il Grinta nel macabro rituale: L'infarcitura del tacchino.

Vi lascia con questa meraviglia di sottofondo però. Perchè non solo il tacchino ammergano, ma pure il pollo nostrano alle volte ha vita difficile.

Alice tacchinatrice

Tuesday, November 20, 2012

Al momento, nella classetta di Alice c'è un elevato tasso di casino, e un altissimo rischio di inzaccheramento (alcune maestrine passano di corsa, con le mani nei capelli, tentando di tenere lontane le mani nanesche):
Nell'atelier ci sono due tavoli ricoperti di creta (ricoperti, cioè ricoperti, mica con un po' di creta sopra, nonono), con a disposizione martelli, mattarelli, bastoncini, pietre, pettini, animali di plastica, spugne e spruzzini d'acqua (perchè non crediate, Alice ci prova ad impedire che i nani tirino secchiate d'acqua alla creta, ma mica l'è semplice!).
Ci si diverte assai, ma se ne esce grigi come i gargoyles di Notre Dame, zuppi di fanghiglia o tutti secchi e accartocciati, con striature di creta ormai solidificate in faccia e sui vestiti!

Nel tavolo sensoriale invece c'è la Cloud Dough. La Cloud Dough ricorda un po' la Moon Sand, ma ve la fate a casa da voi... in sostanza è farina bianca (tanta) e olio (poco)... in questo modo la farina non svolazza da tutte le parti, ma i nani possono comunque giocare con una sostanza fine fine e polverosa senza che Alice passi il tempo a dire: "Non si mangia! Togli di bocca! Non si mangia! Sputa! Ho detto sputa! Sputa maledettoooo" Etc etc...
L'unico particolare è che i nani con la Cloud Dough si fanno lo shampoo, se ne rovesciano secchiate in testa a turno sghignazzando sguaiati, la lanciano per terra, ci si buttano dentro di faccia e ne escono fuori che paiono tutti imbellettati e pallidi come alla corte del Re Sole.

Insomma, Alice va a lavorare vestita da battaglia, e torna a casa che sembra abbia imbiancato e spalato fango tutto il giorno.

Però ha da poco scoperto che se non ci sta attenta finisce che si mette pure nei guai.
Che ieri ha passato tutto il giorno, compreso i vari tragitti tra scuola, spesa e casa, con due manate taglia duenne sulle chiappe.  Mica bello! Due manine chiare e nitide, intarsiate in creta. Roba che manco se le avesse volute stampare sarebbero venute così bene.
Capace che se va da C.S.I. le tirano fuori pure le impronte digitali e riesce a risalire al nano responsabile.

Alice cretizzatrice





Saturday, November 17, 2012

Con la testa tra le nuvole...

Alice in genere va in vacanza in campeggio.
In tendine canadesi o igloo, in posti in mezzo al verde degli ulivi, o in prati da alpeggio, o in pinete a ridosso della spiaggia.
Quando visita grandi citta' va in piccoli lercisismi ostelli, con letti con le molle e riscaldamenti rotti.
Perche' l'importante e' il viaggio, mica dove si dorme, ed ha sempre considerato stupido spendere paccate di soldi in camere di albergo.
Quindi non ha grandi esperienze in alberghi, men che meno in camere di lusso.
Pero' e' abbastanza certa che non le capitera' mai piu' nella vita di dormire in un albergo come quello di Atl'n'a!

Al 40esimo piano, con vetrata panoramica:




Il che vuol dire che ha dormito sopra alle nuvole:




(A quanto pare all'80esimo piano c'e' un ristorante su piattaforma girevole, ma Alice non aveva altre scarpe che quelle da ginnastica, quindi non raggiungeva i paramatri di chic-itudine necessari per avere accesso alla mensa degli dei).

 Alice alberghizzatrice

P.s. Ma che vvo' ddi' equitable?!... Boh!)

Tuesday, November 13, 2012

Ti auguro le vertigini

Mia sorella oggi compie 19 anni (si, la Mater si e' presa una luuunga pausa riflessiva tra la prima e la seconda figliuola).
Mia sorella se proprio voleste fare i pistini la chiamereste sorellastra, perche' abbiamo paters diversi, ma sorellastra suona orribile e medioevale e vi conviene non farlo o vi rompo la faccia, quindi e' mia sorella. Punto.
Io e mia sorella, a parte l'amore (difficile) che ci lega, e che io ancora mi chiedo da dove diamine arrivi, non abbiamo nulla in comune. Niente niente niente.
Siamo il giorno e la notte, abbiamo vite diverse, vediamo il mondo con colori diversi, anzi, stiamo proprio su due pianeti differenti, distanti anni luce, ed ascoltare mia sorella per me e' sempre stato un po' come ascoltare un alieno e no, non e' solo una questione di eta' e di menate generazionali.
D'altro canto pero' (e non credo mia sorella lo sappia) la mia vita non sarebbe stata la stessa senza di lei. E anche se siamo come il giorno e la notte, e non ci lega nulla a parte questo amore (difficile), quel che sono lo devo anche a lei.

Mia sorella sta vivendo una cosa grande, molto grande.
Mia sorella diventa mamma, tra due mesi.
E allora, anche se non ci lega nulla a parte questo amore, che io ancora mi chiedo da dove diamine arrivi, io tra due mesi parto.

Il mio augurio e' che le scoppi il cuore come scoppio' a me, 19 anni fa, la prima volta che la vidi, la toccai e la annusai tra le lenzuola di quello stesso ospedale. Che venga travolta e paralizzata anche lei da un tir di amore incomprensibile e totale quando le planera' tra le braccia questo nano cosi' piccolo e gia' cosi' presente. E che anche lei si sorprenda e si chieda da dove diamine arrivi,  questo immenso amore.

Tutto qui.
Il resto poi verra'.

Alice sorellizzatrice