Thursday, June 11, 2015

Ode-d'8

8 e' un filo acciambellato
come un gatto appisolato
E' catena, elica, fiocco,
un ombelico ed il suo doppio.
E' luna piena al pelo del mare
e il suo riflesso che la sta a guardare.

Non e' magico o speciale
lui e' un tipo assai normale!
Non e' 4, pi greco o 7
non ha virgole o sbarrette.
Sembran due zeri innamorati
che si baciano tra i prati
Sembran due 3 che calmi e quieti
si bisbigliano segreti.
Ma e' solo lui, un semplice 8
senza gambe per andar di trotto...
Pero' puo' sempre rotolare...
e con un po' d'elio persino volare!

Se si sdraia e' un infinito
o un anello  attorno a un dito.
Sul mio dito c'e' un anello,
da 8 anni, sempre quello.
Alla tua mano pure, uguale,
un anello, all'anulare.

8 e' un numero rotondo,
siam io e te e il nostro mondo.
E' una clessidra senza grani
per i giorni di domani,
Che poi domani chissa' com'e'?
Intanto c'è oggi, qui, con te.
Te che ti amo, ti odio e ti adoro
o mio Grinta, mio strazio e tesoro!
Per questo anniversario bello panciuto
ti offro quel che ti e' sempre piaciuto:
Cenetta con vino e tiramisu'...
Ma i piatti domani li farai tu!

Alice celebratrice

(e un grazie al Grinta, per essersi ricordato stamattina dell'anniversario di matrimonio ed aver inspirato sta Saffo dei poveri! Grinta, il regalo nun ce l'ho, ma hodedOtto che tanto basta il penziero, giusto?!)

Wednesday, June 10, 2015

Finestre bugiarde



Si ringrazia lo Gnomo per l'occhio clinico, che se non fosse stato per lui che si sbracciava tentando il suicidio in strada e facendo il richiamo della civetta nana in amore ("Uhuuuu. U!... Uhuuuuu U!") Alice non l'avrebbe mai notato... (E infatti ci è passata davanti per 9 mesi come se niente fosse)




Alice fotografatrice

P.s. E' l'intera colonna di finestre centrali, ad essere finta!

Monday, June 8, 2015

"Ma Non ti Somiglia per Nulla"

Quando decisero di adottare Alice era sicura che avrebbero avuto un adozione interracial.
Avrebbe messo la mano sul fuoco che la sua futura prole sarebbe stata afro-americana o quasi per certo  sudamericana (che' dai, parlano entrambi spagnolo! E poi c'era il Grinta, con le sue origini argentine, gia' pronto a vestire il futuro bebe' con il poncho multicolore e a tirarlo su a chimichurri!).
Quindi Alice, nell'attesa, si era sfondata il cervello con libri, articoli e ricerche sulle adozioni interracial.
A vagonate.
Quando poi era comparso lo Gnomo, bianco che piu' bianco c'era solo il Coccolino concentrato, ha pensato che tutti 'sti libri erano stati un acquisto sbagliato, e avrebbe dovuto invece informarsi piu' a fondo su robe tipo le protezioni solari a copertura totale-universale-perenne e le creme dermatologicamente testate.

Adesso che lo Gnomo cresce pero' pensa che in fondo, a ben vedere, quei libri la' le stan  tornando utili.
Uno dei mantra, ritrovabile in TUTTE le pubblicazioni, era il fatto che in un'adozione interracial e' un po' come girare con un occhio di bue perennemente puntanto addosso, nel senso che TUTTI, con un semplice sguardo, si rendono conto che sei una famiglia "non-convenzionale" e che molti  sentiranno il bisogno di chiedere, o commentare, o raccontare o anche solo guardare un po' di piu', ecco. E che quindi è bene essere "preparati" e sapere cosa dire, e quanto dire, e come dire e perchè.

Ora. Alice ha gli occhi scuri, i capelli scuri mossi e a carciofo e viene presa frequentemente per una donna del magreb.
Lo Gnomo ha gli occhi blu blu, i capelli biondi fini e dritti come spaghi,  e viene preso frequentemente per un piccolo tedesco o (e gggiustamente!) irlandese.
Se lei e lo Gnomo sono ai giardini da soli, e qualcuno attacca bottone (ok, generalmente e' Alice che attacca bottone, ma questo e' un altro discorso), tra le prime 5 frasi dell'interlocutore c'e' inevitabilmente il :"Ma non ti somiglia per nulla!" Seguito da: "Tuo marito ha gli occhi blu ed e' biondo, vero?"
No. Il Grinta ha gli occhi verdi ed i capelli castani (per questo se lui va a spasso assieme a loro o e' in giro da solo con lo Gnomo nessuno dice mai una mazza, che in fondo non si somigliano tantissimo ma manco fanno a pugni, ecco).

Quindi quando l'interlocutrice immancabilmente le chiede se lo Gnomo è il ritratto del Grinta, o da chi ha preso la fossetta sul mento, o chi in famiglia ha gli occhi blu Alice puo' fare tre cose:
1) Mentire, perche' non ha voglia di stare a raccontare tutta la storia di Adamo, Eva, la Mela e la Open Adoption. Dice che si', lo Gnomo e' il ritratto sputato e ri-sputato del padre e poi passa oltre.

2)Andare dritta al sodo, sorridere e dire "E' adottato". (E a quel punto si aprono un'infinita' di scenari che magari affrontera' in un altro post. Nah, meglio in altri 5, che e' roba lunga).

3) Svicolare. Ovvero dribbla la domanda o fa finta di non capire bene onde evitare di doversi impelagare nel francese e ri-direziona la conversazione su robe facili e gestibili tipo le anatre dello stagno che han fatto i pulcini o il gatto randagio che ha fatto la cacca nella sabbiera.

Il fatto e' che lei e lo Gnomo per la gente sono strambi:
Non e' chiaro agli occhi della gente che lo Gnomo sia adottato, perche' non e' COSI" diverso da lei... ma al tempo stesso tra di loro non c'e NULLA in comune.
Quindi la gente chiede.
Chiede tanto.
Chiede sempre.
Chiede forse piu' spesso e soprattutto con piu' ingenuita'  che se lo Gnomo fosse nero, o asiatico.

Chiedono perche', effettivamente, nella maggior parte dei casi non se l'aspettano e cascano dal pero.
Ed allora ben vengano tutte quelle pagine lette su come rispondere e su cosa dire, che hanno preparato Alice non tanto a gestirsi ma a gestire le reazioni delle persone, che sono diverse ed imprevedibili e sempre davanti allo Gnomo, che nel frattempo cresce, ascolta, guarda e forse, si spera, impara che la sua e' una storia bella da raccontare e di cui non avere paura.

Alice raccontatrice

Saturday, June 6, 2015

Le barbe-chiù!

Il Grinta ha trascinato Alice e lo Gnomo al Barbecue dell'Università.
L'evento riservato a i cervelli economici e alle loro famiglie era nel mezzo del bosco, a sud di Parí, vicino al campus, accanto ad un bucolico laghetto in cui lo Gnomo ha tentato a più riprese di porre fine alle sue sofferenze.
L'evento cominciava alle 12.00. In nome della loro proverbiale fancazzimme la famiglia Toposkewicz arrivava sul luogo poco prima delle 13.00, quindi con un ritardo infimo rispetto alle loro potenzialita'.
La gente era al caffè, il cibo era pressochè finito e loro si sono avventati sull'ultimo piatto di formaggi senza pietà nè pudore fino a quando il cameriere ha strappato loro il vassoio, terrorizzato che si sgranocchiassero pure quello, ed ha messo via gli avanzi rimasti prima che loro potessero fare la scarpetta o buttarsi di faccia sugli ultimi 4 macaroons.
Alle 14.30 il barbecue era finito e ognuno se ne tornava a casa sua.
Loro sono rimasti in riva al lago a guardarsi perplessi... Poi han fatto una passeggiata nel bosco, han saccheggiato una panetteria e la giornata è migliorata assai.
I francesi e l'arte del barbecue devono ancora incontrarsi.

Alice barbecuizzatrice

Friday, June 5, 2015

Le mercatèn de le franscè

Con l'arrivo della primavera a Parí finiscono i monsoni perenni dell'inverno, l'umidita' palustre, il cielo grigio, il buio che cala implacabile alle 4 emmezza del pomeriggio ed i francesi possono finalmente dedicarsi alla  loro principale passione-ossessione.
Il mercatino.
Il mercatino e' sempre una versione in piccolo della Balon Torinese con l'aggiunta di quel tocco bizzarro proprio degli yard-sales ammerigani (o stoop sales broccolinesi).
Per intanto chiariamo subito che ci sono due tipi di mercatini:
Il brocante.
Il Brocante e' il mercatino d'antiquariato fico, con specchi incrostati che costano mille euro, sedie in vimini sfondate per non meno di 300 euro e poi millemila pezzi di anticaglia e modernariato che pero' sono chic, liberty, eleganti e fanno molto francia bohemienne (peccato che il vero bohemienne di oggi, quello non solo spettinato ma pure squattrinato vada all'Ikea e viva nell'universo del truciolato pressato).
Ad Alice piace andare ai Brocante per fare foto nostalgiche in bianco e nero, odorare vecchi libri, e provare la botta di adrenalina che sempre le viene quando passeggia tra roba delicata, che lei ha il terrore le pigli tipo uno spasmo, un tic, o il suo primo attacco epilettico e finisca per tirar giu' le statuine dei pastorelli in ceramica dell'epoca del re Sole sbriciolando al suolo il valore di un monolocale nel settimo arrondissement. .
Il Vide Grenier
Accanto al brocante c'e' il proletario e sfattone Vide Grenier che invece e' la fiera dell'usato & rubbato non garantito. La maggior parte e' gente come Alice o come voi che svuota gli armadi, prende la roba che e' piccola, vecchia, non va piu' o fa cagare e la riversa per strada vendendola per 50 centesimi al pezzo o giu' di li'.
Alice ADORA i Vide Grenier perche' ci si  trova sempre delle robe impensabili, gente bizzarra e un compendio antropologico di umanita' che i Brocante non hanno.
Ai Vide Grenier ci sono sempre i bambini che vendono i giocattoli vecchi, ci sono i nonni che si disfano degli attrezzi da lavoro usati e le zie che tirano fuori i centrini e i gomitoli di lana avanzati.
Ci trovi il triciclo scassato, gli stivali da pioggia scollati, il vestito elegante con la macchia di sugo.
Alice al Brocante puo' permettersi al massimo una cartolina vintage sbiadita. O una pallina  per l'albero di natale rotta (che ha irresponsanilmente comprato).
Alice al Vide Grenier e' tutta un'altra storia. Alice al Vide Grenier ha il potere d'acquisto di Rockfeller a porta Portese, e immancabilmente finisce per portarsi a casa tutte le cagate del paese convinta di aver fatto un affarone perche' "il triciclo senza sellino si puo' riparare, gli stivali da pioggia si faranno risuolare e il vestito elegante sara' perfetto per il prossimo carnevale... Grinta sono tutte offerte Stre Pi To Se!"
"Amor mio, se vuoi diamo via la topaia e andiamo a vivere nella discarica, cosi' tu e le tue offerte strepitose vi sentirete piu' a casa..."
"Taci, essere insensibbile... Lo so,  effettivamente c'e' una remota, remotisssssima eventualita' che nulla di tutto cio' che ho preso verra' aggiustato e/o usato, e che restera' solo a prendere polvere e ad essere materia oscura su cui inciampare per casa, ma costano cosi' poco! Sono Offerte! Quasi regalate!  E poi guarda che bei colori che hanno... "
"Oddiomio. Tu sei inerme carne da macello per il marketing. Lo sai vero?"

Alice Vide Grenierizzatrice

P.s. Se passate da Pari' o dalla Francia in generale e volete farvi una passeggiata per un mercatino dell'usato state tranquilli che di sicuro ne trovate uno, basta cercarli qui:  https://vide-greniers.org/  Buona caccia!


Wednesday, June 3, 2015

cookie monster!

Ok.
Mentre Alice divora solo inermi Pandistelle regolarmente acquistati all'ingrosso in comodi pacchi da 25 chili, pare che questo suo blogghino cleptomane sgranocchi impunito e senza vergogna i cookies di voi ignari visitatori.
E poiche' Alice non sa mettersi a dieta, e non sa nemmeno lo spelling corretto di quella cosa li' che chiamano accatiémmelle, figuratevi voi se  sa limitare gli appetiti del suo blogghino, o spiegare alla gente che qui ci mangiamo i dolcini altrui!
Tra i lettori dei deliri interiori di Alice c'e' qualcuno che le sa spiegare sta roba?

Ma che davvero che senno' deve chiudere?
Ma che davvero che senno' la multano?
Ma tipo che poi deve pagare in pandistelle e gocciole, giusto?
Ma tipo che poi le arrivano gli omini neri antisommossa ad arrestarle il blogghino bulimico?

Alice cookiezzatrice

Monday, June 1, 2015

Just in Brooklyn III



(Appena fuori da uno studio Yoga pieno di tizie snelle, toniche e bionde. Peccato davanti ci fosse una strada a doppia corsia intasata di traffico...)

Alice yoghizzatrice