Come detto nei commenti, Alice sulla conferenza in se' non e' che pensasse di poter dire molto, piu' che altro perche' sull'argomento ne sa, appunto, quanto una Quaglia ne puo' sapere di Anatre...
Pero' perche' no?
Magari c'e' qualche anatra che la illumina e che ha voglia di fare quattro chiacchiere sull'anatrita'!
Dunque ecco l'Alice-pensiero al riguardo, a gruppi di tre, come i 33 trotterellanti trentini di Trento, su quello che ha sentito e quel che ha pensato.
...
E venga avanti chi ha voglia di dire la sua, che siate papere, quaglie, faggiani o porcellini d'India:
Le Critiche:
1) Si tratta dell'ennesimo "Problema da Primo Mondo". Nel senso che mentre ci sono paesi in cui il tasso di mortalita' per parto e' uno a sette (e quindi sarebbe anche il caso di capire cosa intendiamo per parto naturale, che se si tratta di lasciarci le penne senza accesso a strutture mediche equipaggiate anche no, grazie, artificialita' tutta la vita), noi che invece abbiamo a disposizione cliniche, tracciati, sale per i cesarei e Terapie Intensive Neonatali, vorremmo che il parto fosse "affidato" e gestito in primo luogo non dai medici ma dalla partoriente (una eco de "il corpo e' mio e lo gestisco io").
Trovare un equilibrio tra il "non sputo nel piatto in cui mangio" e il "non faccio il pollo da batteria che partorisce a comando imbottito di medicinali" e' immagino difficile.
2) C'era durante la conferenza un alone oleoso di new age e sono rimbalzate nell'aria frasi che contenevano roba tipo Madre natura, la Lupa dentro Ognuna di Noi, e Istinto Materno, che provenivano pero' principalmente dal pubblico, gli interventi erano, o almeno tentavano, di essere il piu' possibile collegati a dati e studi.
3) Sarebbe bello saperne di piu' della formazione delle Femmes Sage (levatrice in italiano?)... Chi sono? Da dove vengono? Perche'? Chi le controlla, chi le valuta? Chi le prepara? Una facolta', dei medici, un'associazione, Mago Oronzo, Priscilla Sibilla? Chi?
Le Cose Che Non Sapeva:
1) I dati e gli studi dicevano che oltre l'80% dei parti in Francia avviene con epidurale. Che le pare in effetti una percentuale altissima.
I dati dicevano che viene spesso meno l'informazione al paziente: una serie di manovre, anche invasive, non vengono "annunciate" o spiegate, vengono fatte e bona.
Sarebbe bello che gli ospedali avessero un protocollo su come comunicare con le partorienti (che puo' variare da ospedale a ospedale, ma almeno che chi ci va sappia cosa aspettarsi).
2) Per garantire la salute e la buona riuscita di un parto ci sono alcuni elementi che sono stati messi in atto, nel corso degli anni, per facilitare non la partoriente ma il personale medico (spingere sdraiate su un lettino non e' effettivamente la posizione piu' ottimale, ma un ostetrica ha bisogno di visuale per fare bene il proprio lavoro).
Inoltre in reparto c'e' in genere un'ostetrica per 3 o 4 partorienti in contemporanea, quindi e' difficile ottenere attenzione individualizzata.
3) Viene consigliato di fare un "piano di parto", una sorta di dettagliata descrizione del proprio Parto dei Sogni, cosa si vuole, cosa non si vuole, cosa succede e chi lo fa etc. etc... e metterlo per iscritto e portarselo all'ospedale.
Le Cose Interessanti delle Maison de Naissance:
1) Quella visitata, pur essendo indipendente e autonoma, e' DENTRO all'ospedale. Sotto al reparto di Ostetricia. Nel corridoio c'e' un ascensore che porta direttamente nel reparto, se qualcosa sembra complicarsi in 1 minuto netto si e' in ricovero.
2) Non sembra un ospedale: ha letti, ha giochi, ha spazio per l'intera famiglia, ha vasche, palloni, fasce, sbarre a cui appendersi, ha una cucina e un frigo in ogni stanza, insomma, e' un ambiente molto piu' rassicurante e rilassante che non le tradizionali sale parto.
3) C'e' selezione all'ingresso: Se la gestazione e' difficile, se il parto si prospetta complicato, se insomma la gravidanza non risulta assolutamente "normale" dall'inizio alla fine non si ha accesso alla maison de naissance.
3bis) [perche' fa le regole e le infrange] La Sage Famme segue solo un parto alla volta. E resta li' con te tutto il tempo. Quindi si ha un'attenzione individualizzata. Inoltre la Famme Sage ti segue anche prima, durante la gravidanza, quindi quando arrivi al parto siete due vecchie amiche di bisboccia... e ti segue dopo, perche' poi quando torni a casa dopo 12 ore circa (prima rispetto all'ospedale) lei viene con te, ti segue anche per il post parto, giornalmente o comunque a tua discrezione.
Insomma l'Alice-pensiero e' che piuttosto che creare maisons de naissance sarebbe meglio e piu' efficace investire per "umanizzare" un pochino gli ospedali, e si farebbe cosa buona per tutti, contenendo i rischi e garantendo un parto piu' sereno.
Robe tipo rivedere le strutture e le pratiche, fornire formazione psicologica al professionale, magari inserire le Fammes Sage all'interno del personale ospedaliero come supporto psicologico, o creare una figura analoga che si occupi dell'aspetto emotivo, e del dopo, con visite a domicilio.
Una ostetrica nella tavola rotonda diceva ad un certo punto una cosa molto interessante (forse. Ma magari invece Alice non ha capito una mazza perche' la tipa aveva un francese super parigino e velocissimo...). Che quando si e' in situazioni intense, c'e' inevitabilmente una "deumanizzazione" del paziente, nel senso che lei diceva: Per fare bene il mio lavoro, ci sono momenti in cui devo concentrarmi su quel che faccio, quel che devo fare e come lo devo fare... e quindi alle volte mi "disconnetto" dal paziente per concentrarmi sulla mia pratica. Se non lo facessi, non riuscirei a fare un lavoro altrettanto buono. Altre volte invece e' importante per me avere un contatto con la paziente, per capire come aiutarla, per comprendere cosa sta succedendo.
Ecco, questi erano i suoi appuntini scarabocchiati in franco-italo-analfabtetico
Alice anatrizzatrice