Durante la visita alla famiglia dei monti lo Gnomo ha collezionato un sacco di prime volte, per esempio:
- Ha fatto da trespolo ad un paio di serpenti.
- Ha dormito con un enorme pit-bull acciambellato ai suoi piedi in adorazione.
- Ha visto il suo primo musical (era talmente esaltato e impegnato a saltellare battendo le mani durante le canzoni che quando lo porteranno al primo concerto probabilmente si getterà sul palco stracciandosi le vesti preso dall'euforia).
- Ha incontrato per la prima volta la bisnonna e il bisnonno dei monti, ed è stato amore a prima vista.
- Ha fatto il gioco del cucù con suo fratello.
- Ha esplorato un museo dei bambini con millemila meraviglie dentro.
- Ha chiacchierato, senza mai fermarsi, in inglese per tutti e 6 i giorni, raccontando storie, cantando canzoni, sghignazzando... facendo pure i capricci in inglese.
Ad un certo punto, mentre erano ospiti dalla mamma dello Gnomo, lui si è alzato, ancora in pigiama, commentando "I have to pee...". E' andato spedito in bagno, poi è ri-uscito dicendo "... I forgot something!" è andato in cucina, si è preso una sgabellino per arrivare alla tazza del water ed è nuovamente scomparso nel bagno chiudendosi dietro la porta.
La bisnonna, che la sera prima l'aveva visto seduto in terra a mangiarsi un pezzo di pizza, osservando la scena, ha commentato: "E' incredibile come sia a suo agio in ogni luogo, come riesca ad adattarsi a qualsiasi posto!"
Al ritorno Alice e il Grinta ci ripensavano, a questa cosa, ed Alice ha provato a fare il conto delle case in cui lo Gnomo ha dormito. Non degli alberghi o degli Rb&B, o delle tende da campeggio... ma dei posti in cui si è ospiti, in cui si è circondati di roba NON propria, in cui i padroni di casa sono presenti e lì con te, con le loro regole e i loro modi di vivere, simili o diversi che siano, in cui gli orari e le routine sono dettate da altri, in cui il cibo, il bagno, i ninnoli, i giocattoli sono organizzati sulla base dei gusti altrui, in cui ci si ritrova a dormire in divani letti, materassi gonfiabili, lettini da campeggio e via dicendo...
Ne ha contate 23, sparse in 2 continenti.
Che per un bimbo di 3 anni e mezzo è un numero davvero niente male.
Questo probabilmente perchè il Grinta e Alice sono da sempre nomadi accampatori, se vi offrite di tenerveli a dormire non si fanno pregare, perché ad entrambi piace svegliarsi alla mattina e fare colazione con amici, scoprire la faccia che ha la gente prima del caffè, fare tardi la sera e abbioccassi sui divani altrui...
E probabilmente lo Gnomo sarebbe stato così lo stesso, capace di suo di adattarsi, di incastrarsi negli spazi e di apprezzare le vite altrui... ma Alice quel giorno, grazie alla bisnonna dei nonni, per la prima volta, l'ha realizzato, e glielo ha detto. Perchè in effetti non era mica scontato, che fosse capace di passare da un luogo all'altro, da una lingua all'altra, da un mondo all'altro senza battere ciglio, trovando sempre il bello e il buono.
Alice ammiratrice
Friday, April 7, 2017
Thursday, April 6, 2017
Nei Monti
Dalla famiglia dei monti ci si arriva entrando nella terra dell'Inverno, circondati da neve, fiumi ghiacciati e stalattiti grandi quanto silos di grano.
Quando si ha fortuna, tipo all'andata, si viaggia con il sole del tramonto, di sottofondo qualche improbabile canzone di Mercedes Sosa, e sembra di stare dentro una pubblicità per macchine sportive.
Quando si ha sfiga, tipo al ritorno, si viaggia su strade innevate, bombardati di neve ghiacciata che fa un tale casino che pare di stare dentro la lavatrice assieme a 500 palline da ping-pong.
E si sta in silenzio.
(... In silenzio perchè nell'abitacolo di una macchina si può produrre un numero limitato di bestemmie prima che lo Gnomo non decida di partecipare anche lui alla gara per l'insulto più lungo, variegato e vivido).
Alice guidatrice
Quando si ha fortuna, tipo all'andata, si viaggia con il sole del tramonto, di sottofondo qualche improbabile canzone di Mercedes Sosa, e sembra di stare dentro una pubblicità per macchine sportive.
E si sta in silenzio.
Alice guidatrice
Tuesday, April 4, 2017
Studi clinici lo confermano!
Questo lunedì, invece di essere una personcina matura e responsabile e portare avanti una conversazione educativa e civile citando studi, autori, prove empiriche e leggi universali... Alice decide invece di inventarsi una psicologa.
Una psicologa italiana, che ha apparentemente contattato via skype, e che ha dato indicazioni precise, precisissime.
Che vanno seguite alla lettera.
Grazie alla finta psicologa il colloquio con le maestre dello Gnomo è stato un successo, Alice ha vinto ed ha ottenuto che la prossima volta che lo Gnomo si piscerà i pantaloni le maestre Rottermaier non lo metteranno in castigo.
E comunque che fatica la maestre del 1800, diobono, che faticaaaa!!
Se glielo chiedete, la psicologa dello Gnomo, inventata da quella degenerata di Alice per tenere a bada le ire delle Rottermaier, si chiama Testina D'Avena.
Alice bugiardizzatrice
Una psicologa italiana, che ha apparentemente contattato via skype, e che ha dato indicazioni precise, precisissime.
Che vanno seguite alla lettera.
Grazie alla finta psicologa il colloquio con le maestre dello Gnomo è stato un successo, Alice ha vinto ed ha ottenuto che la prossima volta che lo Gnomo si piscerà i pantaloni le maestre Rottermaier non lo metteranno in castigo.
E comunque che fatica la maestre del 1800, diobono, che faticaaaa!!
Se glielo chiedete, la psicologa dello Gnomo, inventata da quella degenerata di Alice per tenere a bada le ire delle Rottermaier, si chiama Testina D'Avena.
Alice bugiardizzatrice
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| Qui una diapositiva della psicologa dello Gnomo assieme al ginecologo di Alice. Due creature mitologiche. |
Friday, March 31, 2017
non un post, ma almeno un post-it
Lo appiccica qui come promemoria, con su le cose che Alice deve raccontare prima che i suoi 4 neuroni inizino a ballare la mazurka-zaimer:
- il viaggio di una settimana nei Monti, triangolando e riuscendo a vedere tutti i genitori, i nonni e i bisnonni dello Gnomo in soli 7 giorni, 4 diversi micro-climi e 1500 chilometri.
- l news dal mondo di Suburbia, dove lo Gnomo costruisce igloo, si rotola nel fango, rispolvera a sorpresa il francese grazie a Fiona, la bimba regina della palude assieme a lui.
- Il silenzio assordante e l'indecifrabile incognita che è il loro futuro. E' aprile. Dove (cazzo) finiranno a luglio?!? Boh.
- il nuovo lavoro di Alice. Perchè nel mentre ha trovato una scuola disperata abbastanza da prendersela, anche se solo per 2 o 3 giorni alla settimana. Indi, dopo la scuola di Niu Iorc e la scuoletta francese, Alice entra prossimamente in una scuola Montessoriana. La Scuola degli Amici di Maria. E già le sudano le mani e le vengono le palpitazioni.
-un grazie e una risposta decente ai commenti del post precedente, che siete stati tutti cari a sorbirvi i suoi deliri libreschi.
In tutto questo però quel che riesce scrivere qui ora è quel che lo Gnomo le ha detto oggi, quando è andata a prenderlo a scuola: "Oggi ti ho mancato, mamma".
Un ode d'amore lost in translation... Oppure lo Gnomo si sta allenando a fare il cecchino e conta di sterminarla colpi di Lego. Ai posteri l'ardua sentenza.
Alice spot-it-izzatrice
- il viaggio di una settimana nei Monti, triangolando e riuscendo a vedere tutti i genitori, i nonni e i bisnonni dello Gnomo in soli 7 giorni, 4 diversi micro-climi e 1500 chilometri.
- l news dal mondo di Suburbia, dove lo Gnomo costruisce igloo, si rotola nel fango, rispolvera a sorpresa il francese grazie a Fiona, la bimba regina della palude assieme a lui.
- Il silenzio assordante e l'indecifrabile incognita che è il loro futuro. E' aprile. Dove (cazzo) finiranno a luglio?!? Boh.
- il nuovo lavoro di Alice. Perchè nel mentre ha trovato una scuola disperata abbastanza da prendersela, anche se solo per 2 o 3 giorni alla settimana. Indi, dopo la scuola di Niu Iorc e la scuoletta francese, Alice entra prossimamente in una scuola Montessoriana. La Scuola degli Amici di Maria. E già le sudano le mani e le vengono le palpitazioni.
-un grazie e una risposta decente ai commenti del post precedente, che siete stati tutti cari a sorbirvi i suoi deliri libreschi.
In tutto questo però quel che riesce scrivere qui ora è quel che lo Gnomo le ha detto oggi, quando è andata a prenderlo a scuola: "Oggi ti ho mancato, mamma".
Un ode d'amore lost in translation... Oppure lo Gnomo si sta allenando a fare il cecchino e conta di sterminarla colpi di Lego. Ai posteri l'ardua sentenza.
Alice spot-it-izzatrice
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| una diapositiva dello Gnomo |
Sunday, March 19, 2017
Adozione tra le pagine
Alice li colleziona da sempre, di ogni formato, stile, argomento... ma da quando è arrivato lo Gnomo, sparpagliati nello scaffale ci sono anche, ovviamente, quei 2 o 3 o 20 libri che parlano, più o meno direttamente, di adozione, di famiglie un po' bizzarre, speciali e peculiari; del perdersi e del ritrovarsi; del crescere e scoprirsi diverso dagli altri, del perdere o trovare un senso di appartenenza... e dell'arte di saper stare in equilibrio un po' precario tra due mondi e due realtà.
Non sono raggruppati in una sezione speciale, o tirati fuori per determinate occasioni, semplicemente stanno lì, assieme a tutti gli altri, e lo Gnomo, a seconda dei periodi e dei momenti, li usura, li ignora, se li legge da solo o li racconta ai suoi pupazzi marini.
Ora, bisogna ammettere che c'è una quantità pazzesca di libri per bambini relativi all'adozione che fanno non cagare, cagarissimo. Alice ha un foglio excel in continuo aggiornamento, è a quota 200 titoli, tra libri in inglese e italiano e francese, e se va bene ne salva tipo 30 (immaginatela con uno chignon tiratissimo, gli occhiali sul naso e le labbra strette mentre, con disgusto, compila la sua segreta recensione dell'ennesimo roito dal tipo: "Dio ha voluto fossi tua mamma" oppure "Evviva, sono adottato!")
Allora per cominciare eccone qui 10, di libri di adozione (o quasi), belli e meno belli (ma ringraziatela eh, che per questa volta non vi rifila i roiti e li tiene da parte per un post polemico e velenoso) che girano qui in casa.
Questi due titoli non sono di sicuro i migliori, ma sono stati tra i primi, nel senso che Alice li aveva quando lo Gnomo non era manco all'orizzonte... hanno più che altro un valore affettivo, sono pezzi di carta a cui Alice ha voluto bene, ma le storie non sono poi granché:
Buon Giorno Postino(di questo ne aveva già parlato, perchè stava pure nella lista nera del sindaco di Venezia, ma ora pure lei, come il sindaco, lo guarda con sospetto, anche se per ben altri motivi...)
Si tratta del postino che porta ai pinguini un uovo un po' bizzarro.
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| la vedete la mamma tartaruga? Che arranca dietro?! |
Tipo l'espressione un po' scontenta dei pinguini quando scoprono che dentro l'ovo ci sta un coccodrillo e non il pinguino che si aspettavano... Ma davvero?
Ma soprattutto il fatto che, osservando le illustrazioni... si vedono le mamme dei piccolini che vanno in giro ampresso al postino! Ma come?! Ma quindi 'ste poverette sono li' che vagano per la foresta in cerca dei loro bimbi?!? E quel pirla del postino manco le vede??
Fior di GiuggiolaFior di Giuggiola le piaceva perche' spariglia un po' le carte ed e' una bimba bianca, ad essere trovata da una famiglia nera. Il resto della storia invece non è gran che, e infatti Fior di Giuggiola è rimasto in Italia (Tipo che all'inizio la mamma non vuole adottare Fior di Giuggiola perchè un bebè è faticoso, richiede lavoro e lei ha già troppi bimbi a cui badare)
Passiamo a quelli belli davvero!
A Mother for ChocoUno dei suoi preferiti!
Choco e' solo, e cerca una mamma che sia come lui: La giraffa forse, gialla come lui? "No, non ho le ali come te"... la signora pinguino? Lei si che le ha le ali! "Nah, non ho mica le guance paffute che hai tu..."
Quando vede la signora orso che raccoglie le mela SA che non e' la sua mamma, non gli somiglia per niente! Ma quando l'orsa lo vede piangere, e lui gli racconta la sua storia, lei gli chiede: "Cosa farebbe la tua mamma se fosse qui?"
"Mi stringerebbe forte..."
"Cosi?" Chiede l'orsa abbracciandolo stretto...
"Si, e mi darebbe dei baci!"
"Cosi'? Chiede di nuovo mentre lo bacia forte
"E canterebbe e ballerebbe con me..."
"Cosi'?" Chiede l'orsa, e si lancia in una macarena (almeno, Alice le fa fare la macarena, voi se preferite fatele ballare il tuca tuca)
"Sai, Choco, forse potrei essere io la tua mamma?"
"Tu?!? Ma non hai le ali, non sei gialla, non hai le guance paffute, o i piedi a strisce..."
"Oh, mamma mia, no! Sarei proprio buffa se fossi cosi'!"
I due ridono, e intanto vanno a casa a sfondarsi di torta di mele.
E quando alla fine della giornata si abbracciano Choco pensa che sia proprio una fortuna che la sua mamma sia esattamente come sia.
Families Families FamiliesTaaante famiglie, tutte diverse. C'é chi vive con i nonni, o con la zia, c'é chi ha due papá, o solo una mamma, chi ha tanti fratelli, chi nessuno, chi degli animali e chi una pianta... non importa! Se ci si vuole bene, allora quella é una famiglia.
Lo Gnomo però è sempre un po' preoccupato: "ma io sono il lupo?" Nah, te sei un volpino e basta...

Il Libro dello Gnomo
Non quello di David Gnomo eh. Quello del suo, di Gnomo. Di come è nato, del viaggio dai monti a Niu Iorche eccetera.
Alice lo scrisse in rima, dentro c'è la sua storia e tipo quelle 40mila foto dei primi giorni... In realtà é un po' troppo denso, tornasse indietro lo rifarebbe un po' più semplice, ecco.
(niente foto perchè la privacy, e l'alone di mistero, e l'identità segreta del super eroe e blablabla)
oiseau et crocoil Grinta quando Alice glielo ha fatto leggere ha pianto lacrime grandi quanto piattini da caffè Ikea (Grinta, visto che ti dipingo pure dolccicoso ed emotivo? E non sempre come un troglodita inacidito?!).
Non è necessariamente sull'adozione, ma è un po' sull'adottarsi e l'adattarsi e il volersi bene e il crearsi una propria famiglia, unica e speciale.
Due uova si schiudono, una accanto all'altra. Da un uovo salta fuori un coccodrillo, dall'altro un uccellino spiumato. I due sono soli, e cercano di prendersi cura l'uno dell'altro: l'uccellino costruisce un nido per entrambi. Il coccodrillo va a cercare robe diverse da mangiare. L'uccellino insegna al coccodrillo a cantare, il coccodrillo gli insegna a nuotare. Quando però un giorno si inoltrano nella foresta, scoprono un branco di coccodrilli ed uno stormo di uccelli. Uguali a loro. Si guardano e si dicono: "Che ridicoli che siamo stati! E' ovvio che non siamo fratelli! Non ci somigliamo per nulla! Beh, addio, e buona fortuna". l'uccellino va con i suoi simili, e il coccodrillo raggiunge gli altri coccodrilli nella palude.
Ma il branco di coccodrilli non capisce come mai il coccodrillo voglia costruire un nido... E lo stormo di uccelli prende in giro l'uccellino quando tenta di cantare la notte, come faceva con il coccodrillo, o quando cattura un rinoceronte da mangiare.I due si ritrovano una notte triste, per caso, alla luce della luna, sulla cima di un monte.
"Mi sei mancato" dice uno.
"Anche tu" dice l'altro.
"Fratelli?"
"Fratelli"
We belong together
Facile, semplice, con illustrazioni e testo che vanno benissimo anche per bimbi di un anno.


Il Principe Tigre.
Per placare la furia della madre Tigre, a cui sono stati uccisi i cuccioli, l'imperatore segue il consiglio del saggio e lascia il proprio figlio nel bosco.
La bestia lo trova, rivede in lui l'innocenza dei suoi cuccioli e non lo uccide. Il bimbo cresce allevato dalla Tigre, imparando tutti i segreti della foresta... fino a quando, dopo anni, i suoi genitori, ormai folli di preoccupazione e dolore, non lo vanno a cercare armati di esercito e torce infuocate.
Il ragazzino protegge la tigre, ma quando vede l'imperatrice le corre incontro per poi voltarsi verso la tigre e spiegarle: "Tu sei la mia madre della foresta, lei è la mia padre del palazzo. Ora è tempo che vada con lei". Il principe torna spesso a trovare la sua mamma tigre, fino al giorno in cui, ormai uomo, arriva davanti alla tana con un bimbo dentro ad un fagotto (e qui Alice acchiappa il fazzoletto per evitare di piangere sulle pagine) e lo deposita davanti alla Tigre dicendole: "Questo è mio figlio, te lo affido affinché tuo possa insegnargli tutto quel che deve sapere una tigre. Solo così potrà diventare un principe".

Sipario, piantone.
And Tango makes threeLa storia vera di due pinguini, maschi, che potete andare a trovare allo zoo di Central park a New York.
Roy e Silo, due pinguini maschi, fanno tutto assieme: preparano il nido, si coccolano, dormono assieme, giocano assieme... e quando è la stagione della cova costruiscono un nido assieme e si "allenano" mettendo un sasso tondo nel loro nido e facendo turni per covarlo. Quando una delle coppie di pinguini dello zoo fa un uovo di troppo il custode lo affida a Roy e Silo, che felici lo covano, lo proteggono e, quando si schiude, si prendono cura del piccolo di pinguino, Tango, insegnandogli a nuotare, pescare e giocare. Motherbirdge of Love
In rima, semplice semplice, la storia di una bimba con due mamme. Una lontana, che purtroppo potrebbe non conoscere mai, che gli ha dato la vita e le emozioni... ed una vicina, che lo aiuterà' a crescere, ad amare e ad essere amata.Sarà un caso, ma è stato dopo aver letto 3 volte di seguito questo libro che lo Gnomo, per la prima vola e senza preavviso, ha sparato una serie di domande dirette e disarmanti tipo: "perchè mio fratello è rimasto con M., e io no?" .
E bon.
Alice ringrazia, di cuore, tutti gli autori e illustratori di libri belli in generale, ma soprattutto di quei libri che fanno pensare, che smuovono domande grandi quanto montagne, che aiutano a parlare di cose alle volte attorcigliate, intrappolate e complicate grazie ad una illustrazione, una rima, una frase semplice che dice tantissimo.
Alice lettrice
Wednesday, March 15, 2017
la nonna in affitto
Si chiama Jane.
E' una nonna carrozzata, con 3 comode rotelle e un seggiolino.
Abita con il marito in una casa bellissima, piena di ninnoli raccolti in una vita di viaggi, immersa in mezzo alle colline, con un fiume e pure una sorta di laghetto vicino.
Alice, per conto di una associazione, la porta a passeggiare una volta a settimana, per un'ora. Oppure si siedono e parlano.
Ha 3 figli, ha vissuto a Parigi, Singapore, California... ma i ricordi le scivolano via tra le dita, si confonde, dimentica, mischia i lunedì con il 1989, la colazione con la cena.
Le loro conversazioni spesso sono come millemila modificazioni in Matrix: le stesse domande e le stesse frasi, più e più volte, ma ad Alice non importa, anzi, trova che sia rassicurante, e non è poi molto diverso da quel che si fa lavorando con i bambini: mille volte lo stesso libro, cento volte lo stesso nascondiglio, sempre le stesse canzoni manco fossero i tormentoni del villaggio turistico...
E quindi niente, si trovano bene, lei e Jane, ed hanno conversazioni del tipo:
"Ma te sei già venuta a trovarmi, vero?"
"Si, Jane, la scorsa settimana, e quella ancora prima, una volta siamo andate a passeggio, una volta siamo rimaste a chiacchierare nel tuo soggiorno"
"Giusto, giusto... oggi è una bella giornata, dovremmo andare a fare una passeggiata... c'è una bellissima villa qui vicino, possiamo andare a vederla... ma te sei già venuta a trovarmi, vero?"
"Si Jane, la settimana scorsa, e quella ancora prima, una volta siamo andate a passeggio, mi hai portato a vedere una bellissima villa qua vicino, e una volta siamo rimaste a chiacchierare nel tuo soggiorno, oggi è la terza volta, verrò tutte le settimane"
"Che bello, mi fa piacere, ma solo una volta a settimana... è un peccato, non puoi venire di più? Mi stai simpatica, chiacchieriamo bene... Anche perchè sei già venuta a trovarmi, vero?"
"Si, Jane, una volta siamo andate a passeggio, una volta siamo rimaste a chiacchierare"
E via discorrendo.
L'ultima volta, per questioni logistiche (anzi, per disorganizzazioni logistiche), Alice ci è andata con lo Gnomo.
"ok, Gnomo, andiamo da una signora vecchia, che si muove molto piano, ripete spesso le cose e che sta in una casa piena di robe di vetro e fragilissime. Quindi devi muoverti piano, parlare piano, giocare con le tue 4 macchinine e cercare di non fare le frigne per la prossima ora... Probabilmente non sarà divertente, ma poi a casa facciamo il fortino sul divano. Se ti annoi, pensa alle cose che poi farai dopo, dai che ja famo!"
E ce la fecero.
Tranne per quella momento in cui lo Gnomo misteriosamente decise - e forse durante gli anni di terapia si scoprirà pure perchè - di tirarsi giù braghe e mutande per giocare meglio con le sue macchinine.
Sotto lo sguardo confuso e perplesso di Jane.
Alice confida che la demenza senile faccia il suo sporco lavoro e che la signora Jane, la prossima settimana, abbia rimosso ogni traccia dello Gnomo esibizionista.
Alice nonnizzatrice
E' una nonna carrozzata, con 3 comode rotelle e un seggiolino.
Abita con il marito in una casa bellissima, piena di ninnoli raccolti in una vita di viaggi, immersa in mezzo alle colline, con un fiume e pure una sorta di laghetto vicino.
Alice, per conto di una associazione, la porta a passeggiare una volta a settimana, per un'ora. Oppure si siedono e parlano.
Ha 3 figli, ha vissuto a Parigi, Singapore, California... ma i ricordi le scivolano via tra le dita, si confonde, dimentica, mischia i lunedì con il 1989, la colazione con la cena.
Le loro conversazioni spesso sono come millemila modificazioni in Matrix: le stesse domande e le stesse frasi, più e più volte, ma ad Alice non importa, anzi, trova che sia rassicurante, e non è poi molto diverso da quel che si fa lavorando con i bambini: mille volte lo stesso libro, cento volte lo stesso nascondiglio, sempre le stesse canzoni manco fossero i tormentoni del villaggio turistico...
E quindi niente, si trovano bene, lei e Jane, ed hanno conversazioni del tipo:
"Ma te sei già venuta a trovarmi, vero?"
"Si, Jane, la scorsa settimana, e quella ancora prima, una volta siamo andate a passeggio, una volta siamo rimaste a chiacchierare nel tuo soggiorno"
"Giusto, giusto... oggi è una bella giornata, dovremmo andare a fare una passeggiata... c'è una bellissima villa qui vicino, possiamo andare a vederla... ma te sei già venuta a trovarmi, vero?"
"Si Jane, la settimana scorsa, e quella ancora prima, una volta siamo andate a passeggio, mi hai portato a vedere una bellissima villa qua vicino, e una volta siamo rimaste a chiacchierare nel tuo soggiorno, oggi è la terza volta, verrò tutte le settimane"
"Che bello, mi fa piacere, ma solo una volta a settimana... è un peccato, non puoi venire di più? Mi stai simpatica, chiacchieriamo bene... Anche perchè sei già venuta a trovarmi, vero?"
"Si, Jane, una volta siamo andate a passeggio, una volta siamo rimaste a chiacchierare"
E via discorrendo.
L'ultima volta, per questioni logistiche (anzi, per disorganizzazioni logistiche), Alice ci è andata con lo Gnomo.
"ok, Gnomo, andiamo da una signora vecchia, che si muove molto piano, ripete spesso le cose e che sta in una casa piena di robe di vetro e fragilissime. Quindi devi muoverti piano, parlare piano, giocare con le tue 4 macchinine e cercare di non fare le frigne per la prossima ora... Probabilmente non sarà divertente, ma poi a casa facciamo il fortino sul divano. Se ti annoi, pensa alle cose che poi farai dopo, dai che ja famo!"
E ce la fecero.
Tranne per quella momento in cui lo Gnomo misteriosamente decise - e forse durante gli anni di terapia si scoprirà pure perchè - di tirarsi giù braghe e mutande per giocare meglio con le sue macchinine.
Sotto lo sguardo confuso e perplesso di Jane.
Alice confida che la demenza senile faccia il suo sporco lavoro e che la signora Jane, la prossima settimana, abbia rimosso ogni traccia dello Gnomo esibizionista.
Alice nonnizzatrice
Tuesday, March 14, 2017
Snow storm
Qui le scuole oggi erano chiuse, per la tempesta di neve.
Alice potrebbe deliziarvi con vedute imbiancate, con profili dello Gnomo che si stagliano tra la neve e il sole, gloriose produzioni di igloo, pupazzi di neve e snow angels...
Oppure...
Oppure può traumatizzarvi con una foto sua, di sé stessa e medesima.
Quindi questa è lei.
Lo Gnomo al momento era distratto e scavava buche ad un ritmo che manco le nutrie milanesi, Alice aveva appena fottuto lo slittino dei vicini ed era il suo momento.
Con la classe e la professionalità tipica che la contraddistinguono, in questa breve sequenza la potete ammirare mentre si sistema i tre strati di calze maglie e leggins e si lancia cantando " le discese arditeeee... e le risaliteeee" (così accultura un po' anche i vicini!).
Alice slittinatrice
Alice potrebbe deliziarvi con vedute imbiancate, con profili dello Gnomo che si stagliano tra la neve e il sole, gloriose produzioni di igloo, pupazzi di neve e snow angels...
Oppure...
Oppure può traumatizzarvi con una foto sua, di sé stessa e medesima.
Quindi questa è lei.
Lo Gnomo al momento era distratto e scavava buche ad un ritmo che manco le nutrie milanesi, Alice aveva appena fottuto lo slittino dei vicini ed era il suo momento.
Con la classe e la professionalità tipica che la contraddistinguono, in questa breve sequenza la potete ammirare mentre si sistema i tre strati di calze maglie e leggins e si lancia cantando " le discese arditeeee... e le risaliteeee" (così accultura un po' anche i vicini!).
Alice slittinatrice
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