Questo sabato passato era Santa.con
Le strade della città erano invase da un orda di ciccioni vestiti di rosso che cantavano Rudolph la renna, Frosty il pupazzo di neve e Jingle Bells.
Ed Alice purtroppechepeccato se n'è accorta troppo tardi, che sennò sarebbe corsa a comprarsi un bel costume da renna zoccolata o da elfa lasciva, varda, invece niente. Sarà per il prossimo anno.
E però Alice è riuscita a trovare una cosa ancora più stupida da fare.
Ha corso.
No, davvero, ha proprio corso.
Presa da un precoce attacco di demenza senile si è iscritta a questa cosa qui assieme al Grinta, pensando fosse una sorta di passeggiata campestre in compagnia di tanta gente vestita da elfo, renna o pacco regalo gigante.
Ha sottovalutato il fatto che Prospect Park è un quartiere di dannati salutisti sportivi maniaci del jogging, e quando si è trovata ai blocchi di partenza è stata travolta dal resto della massa (e dal Grinta, che invasato e felicissimo l'ha rancata per un braccio al grido di "Corri, corri, corri che è bello!".
Bello un cazzo. Ha sudato come un piatto di spinaci al vapore, che ci aveva la condensa, ci aveva).
6 chilometri di inutile sofferenza.
Almeno ci ha guadagnato una maglietta, le campanelline (da mettere alle scarpe per fare diling diling) e un'influenza potentissima che l'ha stesa per 48 ore.
Alice s-corritrice
Sunday, December 18, 2011
Sunday, December 11, 2011
lo so io cosa ti darei...
C'è questo libro che è un classico, una roba che proprio tutti amano, non solo qui ma pure in un po' Italia, che si chiama The Giving Tree, (tradotto nel più modesto L'Albero).
Se avete tempo, qui c'è il filmino in inglese, se non avete tempo andate sotto, che c'è l'Alice-riassunto.
"Un bambino egocentrico cresce, diventa un'adulto egocentrico e finisce diventando un vecchio egocentrico.
Un albero masochista e con lo spirito di sopravvivenza proprio di un lemming davanti alla scogliera dona tutto sè stesso, fino alla completa distruzione, per amore, felice come un trullo.
Prima si spoglia delle mele, chè il ragazzo vuole soldi per comprarsi cose, poi dà via i rami, che il ragazzo vuole farsi una casa, poi tutto il tronco che il ragazzo (ormai 40enne e nel pieno della crisi di mezza età) vuole viaggiare e vedere il mondo.
L'albero crepa felice, ridotto un ceppo secco, l'egocentrico non si scomoda manco una volta una per dirgli "grazie" o "posso far qualcosa per te". Passa, chiede, raccoglie e scaga l'albero lì dov'è.
Non so se mi indispone di più l'egocentrico egoista o l'albero masochista. Probabilmente alla fine si meritano".
L'Albero qui viene decantato come metafora dell'amore materno, incondizionato, assoluto, che non chiede nulla in cambio.
L'albero infatto nel libro è "she", Lei, mammà tua.
Anche le mie colleghe adorano 'sto benedetto libro, e quindi i nani se lo puppano tra le letture ad alta voce, mentre Alice digrigna i denti e fa la lista delle ragioni per cui the Giving Tree fa cagarissimo:
-L'albero, che si ostina a chiamare il vecchio con l'osteoporosi "ragazzo" è la metafora dell'amore cieco e deviato, che non vede la realtà ma quel che ricorda.
L'albero è una di quelle madri che taglia la carne nel piatto del figlio 40enne perchè è rimasta inchiodata all'immagine di lui a 4 anni, seduto sulla sedia con le pagine gialle sotto il culo, che le dice "mamma, la carne è tloppo dula da tagghiare".
Le è sfuggito che il ragazzo è cresciuto, ha vissuto e meriterebbe si essere trattato da uomo.
-L'albero che non chiede nulla al ragazzo in cambio dei suoi doni non gli dà l'opportunità di crescere indipendente (che scusa, le mie mele ti devi vendere? Vai a spalar catrame e non mi stressare, che io sto qui a far fronte a pioggia, vento, frane e termiti e te mi vieni a scassare le pigne perchè vuoi comprarti le robe?!)
Ma poi io dico, costava tanto a 'sto fetuso ingrato portare chessò, un nipotino a giocare con l'albero una volta ogni tanto? Oppure passare a dargli un'annafiata e una spruzzata di acqua ragia? O una palata di concime una volta ogni tanto?
A gente del genere, non vale la pena di dare manco un cactus, figuriamoci un albero...
Alice de-alberizzatrice
Se avete tempo, qui c'è il filmino in inglese, se non avete tempo andate sotto, che c'è l'Alice-riassunto.
"Un bambino egocentrico cresce, diventa un'adulto egocentrico e finisce diventando un vecchio egocentrico.
Un albero masochista e con lo spirito di sopravvivenza proprio di un lemming davanti alla scogliera dona tutto sè stesso, fino alla completa distruzione, per amore, felice come un trullo.
Prima si spoglia delle mele, chè il ragazzo vuole soldi per comprarsi cose, poi dà via i rami, che il ragazzo vuole farsi una casa, poi tutto il tronco che il ragazzo (ormai 40enne e nel pieno della crisi di mezza età) vuole viaggiare e vedere il mondo.
L'albero crepa felice, ridotto un ceppo secco, l'egocentrico non si scomoda manco una volta una per dirgli "grazie" o "posso far qualcosa per te". Passa, chiede, raccoglie e scaga l'albero lì dov'è.
Non so se mi indispone di più l'egocentrico egoista o l'albero masochista. Probabilmente alla fine si meritano".
L'Albero qui viene decantato come metafora dell'amore materno, incondizionato, assoluto, che non chiede nulla in cambio.
L'albero infatto nel libro è "she", Lei, mammà tua.
Anche le mie colleghe adorano 'sto benedetto libro, e quindi i nani se lo puppano tra le letture ad alta voce, mentre Alice digrigna i denti e fa la lista delle ragioni per cui the Giving Tree fa cagarissimo:
-L'albero, che si ostina a chiamare il vecchio con l'osteoporosi "ragazzo" è la metafora dell'amore cieco e deviato, che non vede la realtà ma quel che ricorda.
L'albero è una di quelle madri che taglia la carne nel piatto del figlio 40enne perchè è rimasta inchiodata all'immagine di lui a 4 anni, seduto sulla sedia con le pagine gialle sotto il culo, che le dice "mamma, la carne è tloppo dula da tagghiare".
Le è sfuggito che il ragazzo è cresciuto, ha vissuto e meriterebbe si essere trattato da uomo.
-L'albero che non chiede nulla al ragazzo in cambio dei suoi doni non gli dà l'opportunità di crescere indipendente (che scusa, le mie mele ti devi vendere? Vai a spalar catrame e non mi stressare, che io sto qui a far fronte a pioggia, vento, frane e termiti e te mi vieni a scassare le pigne perchè vuoi comprarti le robe?!)
- L'amore incondizionato assoluto e gratuito (dell'albero) ... crea mostri irriconoscenti, avidi e spocchiosi.
E la colpa è dell'albero, che non sa insegnare il valore della riconoscenza. Il ragazzo non conoscerà mai lo stesso piacere provato dall'albero nel donare, perchè l'albero non glielo insegna, tanto preso com'è a farsi distruggere pezzo per pezzo.
- Perdere pezzi preziosi di sè, quel che si è, quel che si è creato (che sto dannato albero mica è nato in una notte come il fagiolo magico di Giacomino, si sarà fatto il suo bel mazzo per diventare grande, grosso, fruttifero e rigoglioso) in nome di qualcuno che per tutta la vita non ti caga se non quando ha bisogno di qualcosa, non mi pare una grande strategia di vita. E' nichilismo, è annientarsi, è considerarsi meno di niente, e non è bello. E l'idea che le madri devono dare, dare, dare, annullarsi e distruggersi, non chiedere mai (ed non dimenticarsi di godere per il proprio spirito di sacrificio) è spaventosa e pericolosa.
Ma poi io dico, costava tanto a 'sto fetuso ingrato portare chessò, un nipotino a giocare con l'albero una volta ogni tanto? Oppure passare a dargli un'annafiata e una spruzzata di acqua ragia? O una palata di concime una volta ogni tanto?
A gente del genere, non vale la pena di dare manco un cactus, figuriamoci un albero...
Alice de-alberizzatrice
Wednesday, December 7, 2011
agli irti colli...
L'altra mattina Alice e il Grinta si sono alzati, hanno guardato fuori dalla finestra, si sono stropicciati gli occhi ed han detto più o meno all'unisono:
"Boia faus siamo a Torino"
Alice annebbiatrice
P.s. Che qui la nebbia è un evento super straordinario. A Turin invece è la condizione atmosferica naturale. Un po' come la neve sui monti, la forfora sulle spalle o il limone sulle cozze.
P.p.s. Il Grinta la odia con tutto il cuore, ad Alice invece piace un sacco (a meno che non debba guidare lungo le statali).
"Boia faus siamo a Torino"
Alice annebbiatrice
P.s. Che qui la nebbia è un evento super straordinario. A Turin invece è la condizione atmosferica naturale. Un po' come la neve sui monti, la forfora sulle spalle o il limone sulle cozze.
P.p.s. Il Grinta la odia con tutto il cuore, ad Alice invece piace un sacco (a meno che non debba guidare lungo le statali).
Tuesday, December 6, 2011
decorazioni
Alice ha una coppia di visitatori portoghesi, e quindi da brava ospite ha trascorso un po' di tempo in giro nella niù iorke natalizia e festosa (a seguire reportage fotografico, non appenari trova il cavetto Hudini, scomparso per l'ennesima volta avvolto in un alone di mistero)
Ai primi posti tra le follie dell'anno ci mette le decorazioni firmate e di lusso, progettate da stilisti e firme prestiggiose che han pensato bene di dedicarsi alla produzione di palle di natale bizzarre...
tipo quella di Donald Trump, per dare al vostro albero una botta di autostima, ecco.
(Think big, live large)
Alice decoratrice
P.s.Alice più ci pensa e più si rende conto che la sua bilancia recentemente segue fedelmente il motto di Donald Trump.
Ai primi posti tra le follie dell'anno ci mette le decorazioni firmate e di lusso, progettate da stilisti e firme prestiggiose che han pensato bene di dedicarsi alla produzione di palle di natale bizzarre...
tipo quella di Donald Trump, per dare al vostro albero una botta di autostima, ecco.
(Think big, live large)
Alice decoratrice
P.s.Alice più ci pensa e più si rende conto che la sua bilancia recentemente segue fedelmente il motto di Donald Trump.
Monday, December 5, 2011
le prime pene d'ammmore
Ciop ha il risveglio dell'ormone. Ieri inseguiva Sbirulina e la sua lunga chioma bionda in giro per la classe, ripetendo insistente e irriducibile il suo mantra:
"let's get married, marry me! let's get married, marry me!"
Sbirulina sorrideva incerta e continuava a far le sue robe, mentre Ciop diventava sempre più insistente, fino a bloccarle l'uscita della casetta, tentando di abbracciarla per blandirla...
A quel punto Sbirulina si gira verso Alice con sguardo smarrito: "Non so che fare!"
Alice: "Beh, puoi provare a rispondergli..."
Sbirulina: "ma non mi voglio sposare!"
Alice: "Allora dovresti dirglielo, così la smette di inseguirti, magari glielo puoi dire in un modo gentile, così non ci resta male..."
Sbirulina si volta, imbarazzata, verso Ciop che tenta di poliparsela e dice seria: "I'm not ready to get married. Sorry."
Ciop incassa il colpo: "Oh...", le braccia cadono lungo i fianchi, abbozza un sorriso mal riuscito e si volta.
Si allontana facendo fina di nulla e affonda nell'angolo morbido accanto alla libreria.
Quando Alice va a vedere come se la passa, il povero Romeo solleva la testa ed è tutto un rossore, fino alle orecchie che hanno un bel colorito purpureo, la guarda con aria confusa e le dice: "My face tickle, and I don't know why!" (La mia faccia è solleticosa e non so perchè).
Alice nanizzatrice
"let's get married, marry me! let's get married, marry me!"
Sbirulina sorrideva incerta e continuava a far le sue robe, mentre Ciop diventava sempre più insistente, fino a bloccarle l'uscita della casetta, tentando di abbracciarla per blandirla...
A quel punto Sbirulina si gira verso Alice con sguardo smarrito: "Non so che fare!"
Alice: "Beh, puoi provare a rispondergli..."
Sbirulina: "ma non mi voglio sposare!"
Alice: "Allora dovresti dirglielo, così la smette di inseguirti, magari glielo puoi dire in un modo gentile, così non ci resta male..."
Sbirulina si volta, imbarazzata, verso Ciop che tenta di poliparsela e dice seria: "I'm not ready to get married. Sorry."
Ciop incassa il colpo: "Oh...", le braccia cadono lungo i fianchi, abbozza un sorriso mal riuscito e si volta.
Si allontana facendo fina di nulla e affonda nell'angolo morbido accanto alla libreria.
Quando Alice va a vedere come se la passa, il povero Romeo solleva la testa ed è tutto un rossore, fino alle orecchie che hanno un bel colorito purpureo, la guarda con aria confusa e le dice: "My face tickle, and I don't know why!" (La mia faccia è solleticosa e non so perchè).
Alice nanizzatrice
Friday, December 2, 2011
Sempre a proposito di natale...
Oggi i nani hanno insegnato ad Alice la canzoncina di Rudolph.
Ovvero la deprimente storia di una renna diversamente abile, con una malformazione nasale caraterizzata dal luccichio e dal rossore tipico dell'alcolizzato della Piola del Guercio, che viene presa per il culo da tutti, Babbo Natale incluso, finchè un giorno di nebbia il boss non gli offre una promozione e lo mette a fare da lucina di posizione in cima alla slitta. Da quel momento in poi tutte le renne ruffiane e baciapile lo amano e Babbo Natale smette di trattarlo come un pirla.
No, scusate...
Che diamine di storia è?!?
Alice de-rudolphizzatrice
Ovvero la deprimente storia di una renna diversamente abile, con una malformazione nasale caraterizzata dal luccichio e dal rossore tipico dell'alcolizzato della Piola del Guercio, che viene presa per il culo da tutti, Babbo Natale incluso, finchè un giorno di nebbia il boss non gli offre una promozione e lo mette a fare da lucina di posizione in cima alla slitta. Da quel momento in poi tutte le renne ruffiane e baciapile lo amano e Babbo Natale smette di trattarlo come un pirla.
No, scusate...
Che diamine di storia è?!?
Alice de-rudolphizzatrice
Thursday, December 1, 2011
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